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Provincia, il Pd punta su lavori pubblici cultura e agricoltura

Si delinea la suddivisione delle deleghe tra i partiti Alla lista Comunità e territori andrebbe l’ambiente

di Sandro Mortari

Quattro assessorati al Pd (più la presidenza del consiglio), uno a testa a Idv, Sel e Comunità e territori. E’ questa ormai la suddivisione definitiva dei posti nella futura giunta provinciale che sarà messa a punto nell’incontro di oggi tra il presidente Pastacci e i partiti del centrosinistra. Ieri il numero uno di Palazzo di Bagno ha avuto un lungo colloquio con il segretario provinciale del Pd Massimiliano Fontana, nel corso del quale sono stati presi gli ultimi accordi su numero e peso degli assessorati, ma non ancora sugli uomini e sulle donne che occuperanno le poltrone. Un faccia a faccia che ha costretto Fontana a ritardare di circa due ore la riunione della sua segreteria in programma per le 17.30. E a rinviare ad oggi il chiarimento con la delegazione del partito di città circa la richiesta di quest’ultimo di essere rappresentato all’interno della giunta, come ha deliberato l’assemblea dell’altra sera votando all’unanimità un documento in cui viene anche fissato, entro il 2011, il congresso.

Quando però, dopo due ore di ritardo, la segreteria ha aperto i lavori, ha avuto di che discutere. Sul piatto, infatti, il nuovo accorpamento delle deleghe e la loro suddivisione tra i sette assessorati. La discussione sulle deleghe da chiedere a Pastacci non si è conclusa ed è stata aggiornata alle 18 di oggi. Dai primi interventi di peso sarebbe emerso l’orientamento del Pd ad accaparrarsi gli assessorati alle attività produttive, all’agricoltura, alla cultura e ai lavori pubblici. Così come pare che la lista del presidente Comunità e territorio abbia già ipotecato quella all’ambiente. E visto che rispetto alla precedente amministrazione si è scesi da dieci a sette assessori, le deleghe sono state così accorpate: bilancio, programmazione, patrimonio, personale, sportello unico e informatizzazione; ambiente, protezione civile, cave e parchi; lavori pubblici, trasporti e reti telematiche; attività produttive, energia e turismo; agricoltura, caccia e pesca; cultura, istruzione e università; lavoro formazione professionale, pari opportunità, politiche sanitarie e sport. La discussione, però, nel centrosinistra sarebbe ancora aperta sull’opportunità o meno di riaggregare il turismo alla cultura e di spostare il lavoro per unirlo alle attività produttive.

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