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I tecnici rifaranno sul set
l’esplosione di Rambo

Castiglione, la casa fatta saltare in aria sarà ricostruita in un poligono di tiro. L’esperto di ordigni Danilo Coppe deve verificare la funzionalità delle bombole

di Rossella Canadè

CASTIGLIONE

La casa di Rambo verrà ricostruita in un poligono di tiro. Qui, in un luogo sicuro, lontano da abitazioni, senza creare pericoli per le persone, gli esperti dell’istituto ricerche esplosivistiche di Danilo Coppe rimetteranno in scena il bunker di Lukuman Busari, il nigeriano di 49 anni che il 2 maggio ha fatto saltare in aria la casa di Castiglione dove viveva e che non voleva lasciare nonostante lo sfratto.

Coppe, uno dei massimi esperti di ordigni, comincerà le prove lunedì mattina. Il Pm Fabrizio Celenza, titolare dell’indagine per la strage di via Molini, ha infatto sbloccato i reperti trovati nella casa di Rambo: telecamere, pc, dvd, ma anche bombole, e cavi, che fino a sabato sono stati custoditi in un deposito messo a disposizione dal Comune di Castiglione. Un arsenale tecnologico che Lukuman teneva pronto per il suo gesto estremo che avrebbe potuto provocare una tragedia.

Era questa l’intenzione precisa di Rambo? O il bunker era solo il teatro per una messinscenza della sua paranoia? Queste le domande a cui Coppe e i suoi uomini, consulenti della Procura, sono chiamati a dare una risposta.

Il Pm, dopo la pausa estiva, ha concesso una proroga di 60 giorni per lo svolgimento delle analisi tecniche sia ai Ris che agli esperti di esplosivi. Particolare attenzione verrà dedicata ai computer e alle bombole, delle quali Coppe dovrà verificare la funzionalità. Nel poligono di tiro verranno posizionati tutti i reperti così come si trovavano nell’appartamento di via Molini. I tecnici faranno saltare in aria le bombole trovate inesplose nella casa che Lukuman, in preda alle sue ossessioni, aveva trasformato in un vero bunker di morte, controllato da decine di videocamere collegate con cavi che attraversavano pareti e pavimenti. Così Rambo controllava l'appartamento, il condominio, la strada, convinto che in ogni angolo ci fosse un nemico pronto ad attaccarlo e a cacciarlo fuori dalla casa.

La sua follia è divampata la mattina del 2 maggio all’arrivo dei carabinieri e dei vigili del fuoco: ha aperto il gas di due bombole ed ha innescato l’esplosione. Due deflagrazioni fortissime a distanza di pochi secondi l'una dall'altra, che hanno distrutto l'interno dell'abitazione, peraltro già fatiscente, facendo crollare tutti i solai. L'onda d'urto ha scaraventato a terra i soccorritori, colpiti da schegge di vetro e di detriti: due pompieri più cinque carabinieri feriti.

Lo stesso Busari era rimasto sepolto sotto le macerie, da cui era riemerso il giorno successivo, pronto a fuggire.

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