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I transessuali e il caso Marrazzo «Usato dai tg per screditarci»

Sono ancora molte le discriminazioni ai danni di etnie, religioni, orientamenti sessuali, opinioni politiche, caratteristiche genetiche e disabilità. In questo scenario i media svolgono un ruolo...

Sono ancora molte le discriminazioni ai danni di etnie, religioni, orientamenti sessuali, opinioni politiche, caratteristiche genetiche e disabilità. In questo scenario i media svolgono un ruolo fondamentale e dovrebbero utilizzare le parole per informare correttamente, cercando di favorire la conoscenza. A volte però questa responsabilità viene volutamente o inconsapevolmente tradita e il risultato è l’ulteriore rafforzamento di stereotipi già diffusi nella società. Se ne è parlato anche nella prima parte, al mattino, della riflessione di ieri all'aula magna dell'università, nell’ambito del convegno "In other words", promosso dalla Provincia insieme ad associazioni che lottano per la tutela ed i diritti di ogni individuo.

L'assessore provinciale alle pari opportunità, Elena Magri, in apertura dei lavori ha invitato a percorrere la strada del confronto: «Intolleranza, razzismo e xenofobia sono spesso causati dalla mancata conoscenza» ha detto l’esponente di Sel. Poi spazio alle testimonianze dei relatori, coordinati dal giornalista Saji Assi, di Rai News 24. Il magistrato Rosita D'Angiolella dell'Unar, l'organismo indipendente che promuove l'antidiscriminazione, ha affermato che in particolare al Nord Italia (Lombardia e Veneto) si registrano spesso problemi. «Alcuni amministratori della Lega non sono equi nel rilascio di benefit sociali pubblici ad extracomunitari – ha denunciato – Siamo intervenuti con successo invitando queste amministrazioni ad adeguarsi alla normativa europea».

La ricercatrice Eva Rizzin di Articolo 3 ha portato diversi esempi di giornalisti che hanno scritto articoli o frasi offensive nei confronti dei Rom. Dalle stime riferite al 2010, su 5.684 servizi televisivi sul tema dell'immigrazione, «solo 26 non l'hanno collegata alla sicurezza o ad uno specifico evento criminoso». Tra le testate finite nel mirino sono state citate La Voce di Mantova, Libero, Il Giornale, Repubblica sezione Milano, arrivando ad affermare che sta incrementando «l'etnicizzazione del reato». Sul fronte delle minoranze religiose la situazione non è migliore. Il caporedattore di Confronti, Mostafa El Ayoubi, ha rimarcato lo spazio minimo nell'informazione riservato ad ortodossi, buddisti, induisti, musulmani. Emblematico il racconto di Porpora Marcasciano, presidente del movimento identità transessuale. Ha descritto un mondo avverso, in cui i trans faticano a trovare casa e lavoro. Il caso Marrazzo li ha portati alla ribalta, «ma secondo le esigenze dei media, trasmettendo un'immagine negativa». In Italia su circa 50mila transessuali il 25% si prostituisce per sopravvivere, non avendo altre forme di reddito. In aula nessun esponente dell’amministrazione comunale: solo la lettura di un comunicato inviato da via Roma.

Graziella Scavazza

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