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Monti rinvia le unioni comunali. La Regione: no, aggregatevi ora

L’esecutivo: le amministrazioni sotto i 5mila abitanti hanno tempo sino a fine 2013 per associarsi. Maccari stringe i tempi: entro fine anno i paesi piccoli devono condividere i servizi fondamentali

di Vincenzo Corrado

MANTOVA

Il governo rimanda, la Regione accelera. L’ultima manovra dell’esecutivo Monti ha posticipato al 31 dicembre 2013 l’obbligo di aggregazione per i Comuni con meno di 5mila abitanti. Nel Mantovano i sindaci interessati sono 42. I primi cittadini sono incalzati dall’assessore regionale Carlo Maccari, la cui intenzione è quella di continuare il percorso verso l’integrazione tra piccoli centri, iniziata mesi fa. In definitiva, l’intenzione del Pirellone è quella di non prendere in considerazione le nuove indicazioni del governo. Come a dire: i piccoli devono mettersi insieme entro il 31 dicembre 2012, come previsto dalla precedente norma. Il motivo? Razionalizzazione delle risorse e riduzione degli sprechi non possono più aspettare.

I MATRIMONI GIA’ FATTI. L’impressione è che i sindaci del Mantovano vogliano seguire le indicazioni di Maccari. L’assessore regionale, infatti, aveva convocato qualche settimana fa i primi cittadini per imporre di mettere in comune con altri paesi almeno due dei sei servizi fondamentali erogati a livello municipale. E così è stato. Gli ultimi consigli comunali dell’anno scorso sono stati caratterizzati da numerose convenzioni tra Comuni. Marcaria, Gazzuolo, Bozzolo, San Martino e Commessaggio vanno verso un’integrazione totale. Nell’Alto Mantovano, Piubega, Gazoldo e Casaloldo stanno gestendo in forma associata vigilanza e viabilità. Anche Bigarello, Villimpenta, Roncoferraro e Castelbelforte hanno siglato una partnership sugli stessi servizi. Medesimo accordo anche tra Felonica, Carbonara e Borgofranco.

E I “GRANDI”? E se per i piccoli paesi l’aggregazione è un obbligo, diversa è la situazione dei Comuni con più di 5mila abitanti. I grandi stanno da soli? Non proprio. La Regione spinge (mettendo a disposizione fondi per chi sigla accordi virtuosi e che riducano le spese dell’amministrazione) per far sì che anche i Comuni più popolosi sposino i più piccoli. Nella nostra provincia, ad esempio, Curtatone è corteggiato da più parti, specie per quanto riguarda la polizia locale. Già firmato l’accordo con Rodigo, il sindaco Antonio Badolato è corteggiato anche dai colleghi di Virgilio, Bagnolo e Borgoforte, che vorrebbero poter godere dell’operato degli uomini di Corte Spagnola.

PROSPETTIVE. In definitiva, il processo di integrazione tra Comuni è stato avviato in tutta la provincia già nel secondo semestre dell’anno passato. La sensazione è che i sindaci, visti i continui tagli dei trasferimenti statali ai Comuni, continueranno a mettere insieme le poche risorse rimaste. Più che l’entusiasmo per l’idea di municipalità “alla francese” sponsorizzata dalla Regione, a vincere, nel corso del 2012, sarà il motto “l’unione fa la forza”. O per lo meno, in tempo di vacche magre, permette limitare i danni.

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