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Lei se ne va, lui brucia casa Disperato e ferito nel rogo

Lite per la Playstation ad alto volume, la ragazza prende la figlia e torna dai suoi Fuori di sé cosparge di benzina la camera da letto e dà fuoco. «Volevo uccidermi»

di Francesco Abiuso

OSTIGLIA

Un gesto gonfio di rabbia e disperazione, certo. Ma il dubbio resta: è stato tentato suicidio, come il protagonista racconta, o solo un suo modo di sfogare la rabbia contro la sua ex convivente, bruciando quelle stanze in cui per anni hanno vissuto insieme? La vera storia dell’incendio che l’altra notte ha svegliato di soprassalto mezza Ostiglia deve essere ancora scritta. A farlo saranno i carabinieri, che in queste ore stanno raccogliendo tutti i particolari sulla vita di una coppia nata sette anni fa ma la cui convivenza negli ultimi mesi si era fatta molto tormentata.

Sono le quattro di notte. In via Belfanti, pieno centro di Ostiglia e a un passo dell’argine, si levano alte le fiamme dal tetto di una palazzina. Ci abitano in affitto un ragazzo di 24 anni, Federico Pozzato, e la sua compagna Jessica Colati, 23 anni, originaria di Mirandola. Due anni fa hanno avuto una bimba. Mamma e piccola in quei drammatici minuti non ci sono. Davanti alle fiamme che, aiutate dal vento, divorano pezzi di casa velocissime, c’è solo il ragazzo. È stato lui a dare l’allarme, citofonando ai vicini di casa mezzo nudo: «Ho fatto una cazzata». Un improvviso boato, e la notte non è più buia. S’accende dei bagliori delle fiamme che divorano il tetto sorretto da travi di legno, che in breve non ce la faranno più a tenere i mattoni e crolleranno. Ai bagliori si aggiungono in fretta le luci blu di molte sirene. Arrivano i vigili del fuoco, da Mantova e Castelmassa, e cominciano a gettare acqua. Ci sono i carabinieri del radiomobile di Gonzaga e di Magnacavallo, in campo per gestire quella che si annuncia come un’alba di paura. La gente è in strada a chiedersi come sia stato. L’ambulanza parte verso l’ospedale di Pieve di Coriano con a bordo Pozzato che ha ustioni alle piante dei piedi. Il filo della vicenda comincia a dipanarsi, intanto. I vicini raccontano di aver sentito urla, attorno alle tre. I carabinieri aggiungono poi altri tasselli alla ricostruzione.

La giovane coppia stava litigando, e non certo per la prima volta. A un certo punto della lite, lei avrebbe deciso di andarsene. Di tornare a stare con i suoi, nel Modenese. Ha preso la bimba, il cane e se ne è andata via. Lui a quel punto non ci ha visto più. Ha recuperato chissà dove una tanica di benzina, l’ha versata nella camera da letto, ha acceso e le fiamme hanno assalito lui, i mobili, la stanza, la casa. Un gesto di vendetta è andato oltre a quelle che erano le sue intenzioni, ed ecco spiegato l’incendio. Ma la sicurezza che le cose siano andate esattamente così ancora non c’è. Di fatti lui ai carabinieri confessa: «Volevo uccidermi, ecco perché l’ho fatto». L’intera vicenda resta così in bilico. Mentre i pompieri continuano con il loro incessante lavoro, a Pieve medicano le ustioni del 24enne (prognosi, una ventina di giorni). Poi Pozzato viene trasferito alla psichiatria. I medici hanno bisogno di capire se è sotto l’effetto di alcol, di qualche sostanza, se la chiave del suo gesto sta in un disagio psicologico che lo attanaglia. Gli esiti di questi esami sono attesi. Nel frattempo la legge procede. Così dai carabinieri di Ostiglia parte la segnalazione alla procura della repubblica e una denuncia per incendio, che potrebbe costare caro al ragazzo: dai tre ai sette anni di carcere. In giornata l’ex compagna torna con i genitori a recuperare le sue cose e si sfoga: «Federico era ubriaco e stava giocando alla Playstation, io ero di sopra a dormire con la bimba. Il volume era altissimo, così sono scesa per dirglielo ma lui ha reagito in modo violento, così ho deciso di andarmene». Il suo racconto collima con quello del ragazzo: «A quel punto lui ha preso la benzina che usiamo per la stufa a legna. Se ne è cosparso e si è dato fuoco. Voleva davvero ammazzarsi».

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