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Cacciatori d’aereo a segno in una corte

Tabellano, gli esperti sondano un campo in cerca dei resti del bombardiere. Ma un pezzo spunta a sorpresa dalla casa

SUZZARA (Tabellano)

L'appello dell'associazione “Air crash Po” che si occupa della ricerca di aerei caduti nell’ultima guerra mondiale non è caduto nel vuoto. Ieri mattina, nella nebbia di Tabellano, era riunito il gotha degli esperti appartenenti al gruppo di ricerca. Tra di loro Diego Vezzoli, bresciano, appartenente all'“Air crash Po” con sede nel cremonese di cui fanno parte anche Stefano e Luca Merli e Agostino Alberti. Claudio Mischi di San Giorgio di Mantova, studioso e ricercatore già autore di alcuni articoli sulla rivista “Viadana” relativo a un caccia americano precipitato il 14 febbraio 1944 nei pressi di Cavallara e sul periodico “S. Giorgio – Prima Pagina” sul bombardamento di Corte Costa Nuova del 10 febbraio 1945. In più, Fabio Raimondi in rappresentanza dell'associazione Archeologi dell’Aria che nel luglio scorso trovò i resti di un “Pippo” precipitato a Copparo, in provincia di Ferrara. L'appuntamento era alle 10: destinazione un campo in via Zara Bignardina nei pressi della corte agricola di proprietà di Giuseppe Fontanesi. Assieme al gruppo di studiosi-ricercatori anche due testimoni d'eccezione: Giovanni Marinelli, classe 1936 ex funzionario del Magistrato del Po e Giuseppe Maramotti, classe 1928. I due tabellanesi erano lì per indicare il posto in cui era precipitato un cacciabombardiere americano P-47D Thunderbolt alle ore 7.15 del 22 aprile 1945. Muniti di stivali, vanga e metal detector, gli appassionati ricercatori, nonostante la fitta nebbia, hanno cominciato a ispezionare il campo a ridosso dell'argine del Po. Il suono dell'apparecchiatura che individuava la presenza di metalli nella terra induceva il gruppo a scavare per verificare la presenza di qualche pezzo d'aero. L'impresa, però, non è riuscita perché parte del terreno era stato riportato nell'area golenale e quindi la ricerca è diventata impossibile. Fabio Raimondi era riuscito a trovare solo chiodi, un tubo di ferro e una metà di un ferro di cavallo. A quel punto il gruppo è tornato in auto alla corte agricola di Giuseppe Fontanesi. Ma la giornata non è andata persa. Il proprietario della casa rurale, infatti, si ricordava di un pezzo di alluminio raccolto dalla madre e utilizzato per chissà quale scopo all'interno dell'abitazione. In pochi istanti Claudio Mischi è riuscito a leggere alcuni numeri apparsi sotto lo sfregamento di un fazzoletto di carta riconducibili a un pezzo della fusoliera del P-47D Thunderbolt. Impresso, in un minuscolo cerchio, anche il codice numerico della fabbrica di provenienza. Giuseppe Fontanesi, in uno slancio di generosità, ha subito donato il pezzo all'“Air crash Po” che lo esporrà in un museo. Una vera e propria reliquia dell'aero americano pilotato da Glenn A. Faulkner, partito da Cesenatico che dopo essere stato colpito dalla contraerea tedesca si abbatté nella campagna di Tabellano. Le ricerche non finiscono qui. Claudio Mischi è sulle tracce di un altro aereo precipitato a Villa Saviola il 4 settembre 1944. Si tratta di un altro P-47 D Thunderbolt in forza al 57° Fighter Group, 66° Fighter Squadron basato ad Alto (Corsica) e pilotato da Alfred D. Mammarelli, matricola 0714482. Il caccia era in una missione a bassa quota nelle golene e della strada arginale con direzione S. Nicolò Po – Borgoforte, fu colpito in coda e abbattuto da una contraerea tedesca a Boccadiganda. Il corpo dello sfortunato pilota fu composto a Villa Ghirardina, sede all'epoca di comando germanico.

Mauro Pinoti

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