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Destra Secchia in calo, meno 229 abitanti

Finita la crescita, i 17 Comuni tornano a perdere residenti. I sindaci: «In aumento i morti, mentre l’immigrazione frena»

di Francesco Abiuso

MANTOVA

Meno 229. Questa la differenza, in negativo, che emerge lampante dal confronto tra la popolazione attuale nel Destra Secchia (al 31 dicembre 2011) e quella rilevata soltanto dodici mesi fa dall’osservatorio demografico della Provincia. I numeri, ufficiali, sono passibili di qualche variazione, come raccomandano dagli uffici anagrafe dei Comuni. Qualche lieve aggiustamento numerico, cioè, è ancora possibile perché non tutte le amministrazioni hanno già archiviato l’anno statistico 2011sul fronte della popolazione, tanto più che l’anno scorso c’è stato anche il censimento Istat. Ma il dato è evidente, e che la perdita di popolazione ci sia, e si attesti sulle 230 unità (perse) è fuori discussione. Dopo un 2010 che aveva fotografato un Destra Secchia ancora in crescita (dai 46.719 del 2009 si era passati ai 46.766 del 2010) ora il nuovo confronto, stavolta 2010-2011, porta al nuovo totale di 46.537 e a quel “meno 229” che un po’ preoccupa. «Ci stiamo rimpicciolendo sempre più» dicono dal municipio Borgofranco, la più piccola delle amministrazioni che con una recente manovra del governo ha rischiato di essere cancellata perché sotto quota mille ma, salva, è pericolosamente scivolata ancora più in giù: dagli 803 dei 2010 a 787. Che dicono le amministrazioni di questo calo? Non tutti hanno percepito segnali di cedimento. Alberto Manicardi, primo cittadino di Quingentole, riferisce di un «Destra Secchia stabile, al massimo in leggerissimo calo» con l’immigrazione che non cede e continua a rimpolpare demograficamente il territorio. Tutt’altra visione nei centri maggiori. A Ostiglia, che ha perso oltre 50 abitanti, raccontano di «un’immigrazione che non è come prima », forse per il calo di lavoro, e che, soprattutto, non è in grado di coprire il saldo naturale sempre più negativo. Meno nati, molti più morti. Davvero un boom di decessi che a Ostiglia è cresciuto di circa il 20% «tanto che a un certo punto allo stato civile erano finti i moduli per la dichiarazione di morte». Sulle stesse note il sindaco di Poggio Rusco, Sergio Rinaldoni. Ostiglia, Poggio, Sermide e Quistello. I grandi centri del Destra Secchia perdono tutti. Ostiglia meno 57, Poggio meno 16, Sermide meno 18, Quistello meno 13. Colpisce però, oltre al “restringimento” di Borgofranco, anche il salasso di San Giacomo delle Segnate (40 abitanti in meno), di Serravalle (28) e Schivenoglia (24). Questo perché in Comuni più piccoli il calo numeri segna di più. Non per tutti, però, il 2011 è stato un anno con il segno meno. Anche se 13 amministrazioni su 17 hanno perso, ce ne sono quattro che hanno ingrossato la propria popolazione: Sustinente ha 13 abitanti in più, Villa Poma 12, San Giovanni del Dosso persino 23, e il sindaco Gianni Motta può festeggiare un carbonarese in più. Nessun “sorpasso” tra Comuni nell’ultimo anno ma, nel passaggio dal 2009 al 2010, San Giovanni ha beffato Carbonara passando da 2.019 a 1.412. Infine, un rapido amarcord: 50 anni e cinque censimenti fa, correva l’anno 1961, l’Istat aveva contato nel territorio 62.235 anime: 15.698 in più. Borgofranco ne aveva persino 1.712, mentre Villa Poma è l’unica a essere cresciuta da allora.

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