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Comune ko per le assenze
Rispunta il tecnico sospeso

La minoranza consiliare di Schivenoglia accusa: Macchiella è ancora nel suo ufficio. Il sindaco: siamo allo stremo, ci aiuta gratis, dovremmo fargli un monumento

di Francesco Romani

SCHIVENOGLIA

Sospeso per tre mesi dal suo incarico, dopo una condanna a un anno e 4 mesi di carcere per tentata concussione, ma presente in Comune a contatto con le pratiche che ha sempre seguito. La vicenda relativa al tecnico comunale, Mauro Macchiella è stata sollevata dall’opposizione che l’ha segnalata al sindaco. «Abbiamo chiesto a che titolo Macchiella fosse presente nell’ufficio, come ci hanno segnalato tanti cittadini, ma non abbiamo ottenuto una risposta chiara».

Macchiella, 57 anni, nel 2003 era stato denunciato da un agricoltore, suo confinante, al quale aveva promesso di velocizzare una pratica in cambio della cessione di un piccolo terreno agricolo che avrebbe permesso al tecnico di allargare la sua proprietà. Dopo la condanna in primo grado, nell’ottobre del 2007, era stato confermato nel suo ruolo dall’allora sindaco Giancarlo Ghidini ed oggi ha un contratto annuale, che scade a settembre. La sanzione disciplinare scade invece alla fine di questo mese.

Macchiella, durante questi ultimi tre mesi era sospeso dal suo incarico e percepiva solo il minimo di legge. Perché allora, come confermano numerose testimonianze di cittadini, si trova spesso nel suo ufficio in Comune? A spiegarlo lo stesso sindaco Marco Bruschi. «Macchiella da vent’anni regge l’ufficio tecnico. Conosce sin nei minimi dettagli sia l’urbanistica, che le pratiche avviate e quelle passate. È una memoria storica indispensabile. L’ho chiamato io stesso in questi mesi in caso di bisogno mentre le pratiche le cura l’assessore Baraldi. Non si tratta assolutamente di lavoro – precisa il primo cittadino -. Lui viene volontariamente, da privato cittadino, per darci delle indicazioni pratiche sui come ritrovare i piedi delle procedure. Ci sarebbe da fargli un monumento. Faccio un esempio: qualche giorno fa è mancata la corrente. L’ho chiamato io ad indicarci come potevamo operare, perché lui è il solo depositario, la memoria degli interventi che sono stati fatti negli ultimi due decenni».

Ma Bruschi non si limita a rispondere nel merito e aggiunge la descrizione di una situazione che ha portato il Comune sull’orlo del blocco amministrativo. «Nell’ultimo periodo abbiamo un segretario comunale a scavalco per 4 ore al mese, il ragioniere non c’è più ed è a mezzo servizio con Quingentole, la responsabile dei servizi sociali è all’ospedale. Da tempo – dice Bruschi con una vena di commozione – sono io ad aprire la mattina il Comune e sono stato tentato più volte di portare quella chiave al Prefetto, di alzare bandiera bianca, perché così non si può andare avanti. Eppure siamo ancora qu con l’intera giunta che in toto ha rinunciato alle indennità ed io di 1.20 0euro al mese, pagando di tasca mia anche le trasferte»

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