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Mantova Jazz in campo col Conservatorio

Nel programma 2012 c’è una sezione dedicata. Venerdì il via con Negri e l’Europart Quartet all’auditorium Monteverdi

di Cristina del Piano

Accordi melodici e luci soffuse. Spazi raccolti e linguaggi misti. L’anima della 31ª edizione del Mantova Jazz, al via domani sera col Mauro Negri Europart Quartet , passa anche attraverso le immagini. Vengono in mente club e atmosfere sospese nel tempo. E se il programma 2012 guarda alla nuova scena newyorkese, ai talenti nazionali senza rinunciare alle nuove promesse e al tributo ai grandi del passato, anche l’atmosfera avrà un peso importante. Non solo teatri per questa full-immersion di suoni che continuerà sino ad aprile, ma anche circoli, ristoranti, bar e caffè ospiteranno concerti e jam session. Parola d’ordine portare il jazz, declinato in tutte le sue forme, dentro e fuori la città.

Una scossa di energia insomma. E il festival, presentato ufficialmente ieri in Comune, abbraccerà luoghi diversi con progetti speciali.

Perché il Mantova Jazz, come è stato ribadito mercoledì da Pietro Ferrazzi, presidente della commissione cultura, da Sergio Cardibella, presidente del Conservatorio e da Mattia Palazzi, presidente provinciale Arci, rappresenta «una vera ricchezza per la città». Budget contenuto vista la crisi, circa 110 mila euro, realtà pubbliche e private insieme in “uno sforzo comune”ma nomi di indiscussa qualità. Con un percorso musicale che si snoderà attraverso “temi” diversi. Il via venerdì sera alle 21.15 con Mauro Negri alla direzione di George Brandshmit ( contrabbasso), Mario Gonzi ( batteria) e Gueorgui Kornazov (trombone) tutti provenienti dalla Vienna Art Orchestra. E proporio Negri per più di due anni è stato il primo sax alto-clarinetto della prestigiosa formazione ( in tour con più di 50 concerti mondiali). Il disco, registrato lo scorso anno in occasione di MantovaJazz 2011, "A Part of the Art" verrà presentato in prima assoluta nazionale. Il concerto di domani, Giornata della Memoria, sarà in memoria di Fabio Norsa.

Le vie del festival come si diceva imboccheranno direzioni diverse. E così, come ha anticipato ieri Francesco Meneghello dell’ufficio cultura dell’Arci, per la Sezione New York, sul palco dell’Arci Tom si esibiranno tre big della nuova scena newyorkese: Mark Turner, Sam Yahel e Bill Carrothers.Spazio ai talenti italiani nella sezione Bibiena con l’Enrico Rava Tribe, Gianni Coscia e Ginaluigi Trovesi e l’Ugo Conta italian quintet. Tra le novità di quest’anno la sezione del "Conservatorio Campiani" con tre nomi forti: Mauro Negri, come si diceva, ma anche Simone Guiducci e la Mantua Band Studio. Come pure Gianluca Petrella e il Giovanni Guidi duo. Fermento e ritmo animeranno questo viaggio coinvolgente. E la sezione "Club" (Caffè Modì, Arci Tom, La Masseria, Arci Virgilio e Giallo Zucca, Arci Cinciana) promette di stupire con 15 tappe e i “jazz-dinner". Tra i nomi il trascinante Django’s clan trio, Fabrizio Bosso, Raffaele Casarano e Boris Savoldelli.

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