Quotidiani locali

Mitomani e falsi allarmi L’Alto Mantovano si ferma

Pioggia di chiamate degli sciacalli: «Alle 11.30 ci sarà il botto, scappate» Evacuate dai presidi decine di scuole, tutti fuori anche nelle fabbriche

di Vincenzo Corrado

CASTIGLIONE

Un tam tam di telefonate ed sms che ha tenuto in scacco migliaia di persone. Sguardi terrorizzati, attacchi di panico, ansia a mille e qualche malore. Poi tutti in strada. Mattinata al limite nella psicosi dell'Alto Mantovano. Dopo il terremoto delle 9.06, infatti, in molti Comuni del nord della provincia, zona in cui erano state avvertite anche alcune scosse notturne, si sono diffuse le voci più disparate sul sisma. «Ci sarà un’altra scossa alle 11.30«, anzi no, «la botta forte sarà all'una». La conseguenza del passaparola apocalittico? Scuole e case di riposo evacuate, tante telefonate a vigili urbani e pompieri, persone in strada ad aspettare una nuova frustrata che – ovviamente – non è arrivata.

Ad alimentare i sentimenti irrazionali della popolazione di Castiglione, Castel Goffredo, Asola e di un’altra decina di paesi, pare essere stato un lancio giornalistico di una radio locale. «Noi abbiamo parlato del terremoto – spiegano da Tempo Radio, una delle emittenti della zona – ma non abbiamo fatto previsioni su ulteriori eventi sismici. Ci siamo limitati a riportare la versione della Prefettura, che non parlava di nuovi pericoli per i cittadini». Alcuni sindaci, poi, raccontano di misteriose telefonate che si sono susseguite per tutta la mattinata: scuole e municipi avrebbero ricevuto comunicazione di evacuare gli edifici. Dall'altra parte della cornetta, evidentemente, c’erano dei veri e propri sciacalli che si sono finti vigili del fuoco o volontari della Protezione civile. Una serie di scherzi di cattivo gusto, che hanno portato il panico tra lavoratori e studenti.

Alla Golden Lady di Castiglione, ad esempio, i dipendenti hanno abbandonato l'edificio per una ventina di minuti a causa di un mitomane. Chiamate dello stesso genere sono arrivate anche alla Barilla. «Questa voce della scossa delle 11.30 girava insistentemente, tanto che per quell’ora abbiamo dovuto fare evacuare le scuole» conferma il primo cittadino di Medole, Gianbattista Ruzzenenti. Come a dire: la leggenda metropolitana ha allarmato a tal punto i ragazzi del comprensivo che il preside è stato costretto a far trascorrere una mezz'oretta fuori dall'edificio agli alunni. Come se il terremoto fosse un evento prevedibile.

Situazione analoga ad Asola. Dopo il primo fuggi fuggi delle 9.06, gli studenti del comprensivo sono rientrati in aula. Un'ora di tranquillità, poi una telefonata, poco dopo le 11, partita chissà da chi, ha scatenato la seconda evacuazione. La dirigente Luisa Bartoli a quel punto non ha potuto fare altro che assecondare i timori degli studenti. Tutti fuori. E di corsa.

All'Istituto superiore Falcone la telefonata dello sciacallo, invece, è arrivata alle 11.20: la preside Gianna Di Re, attraverso gli altoparlanti, ha dato l'ordine di lasciare le aule e di spostarsi all'esterno. Uscita anticipata anche all’Alberghiero di Gazoldo. Insomma, una vera e propria psicosi, che ha colpito tutto l’Alto Mantovano. Nessun danno a cose o persone, ma ansia a palate.

«A Castiglione sono state evacuate tutte le scuole – spiega il comandante della Polizia Locale, Antonio Carrasi –. Purtroppo abbiamo ricevuto molte segnalazioni riguardo telefonate di presunti vigili del fuoco che allarmavano i cittadini e che hanno generato panico tra i cittadini». Va detto che solo due sindaci (Ponti sul Mincio e Monzambano) hanno emesso delle ordinanze di chiusura degli edifici scolastici. In tutti gli altri casi sono stati i presidi a decidere di mandare a casa i ragazzi. Così è successo a Castel Goffredo (dove è stata evacuata anche la casa di riposo), ma non a Solferino dove il primo cittadino Germano Bignotti non ha ceduto al tam tam di voci allarmistiche. «Ho chiamato i professori per dire di non muoversi – conferma Bignotti –. Ho capito sin da subito che le telefonate non erano davvero della Protezione civile».

(ha collaborato

Antonella Goldoni)

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