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Frode sul gasolio agricolo: 7 denunciati

Carburante per trattori nascosto al Fisco per sfruttare le agevolazioni. Blitz in diverse aziende da Asola a San Giacomo

di Francesco Abiuso

MANTOVA

Dopo quelli del quartierino, della spazzatura, e chi più ne ha più ne metta, ci mancavano anche i furbetti del gasolio agricolo. Autori di una frode ai danni dello Stato che la stessa Guardia di Finanza, che l’ha scoperta, inquadra come uno dei rimedi per sopravvivere alla crisi al carobenzina. Intento leggittimo, certo, assai meno il mezzo della frode. Sette persone, titolari o soci di aziende agricole, sono state denunciate. Il gasolio agricolo è il carburante che chi coltiva impiega per fare andare i trattori. È leggermente differente dalla benzina usata per le auto, ma all’occorrenza può anche essere impiegato per queste.

Quando comprano gasolio agricolo, le aziende hanno diritto a una tassazione agevolate. La benzina per i trattori, insomma, costa meno alle aziende agricole perché ci sono meno accise e aliquote fiscali più basse. Ma concedendo questo aiuto lo Stato ha previsto anche una procedura per evitare l’uso indebito di carburante agevolato. Ciascun agricoltore può acquistarne solo una certa quantità annuale che viene calcolata in base alle dimensioni e all’attività della sua azienda (superficie coltivata, tipo di piantagioni). Tutto deve essere registrato nel libretto di controllo distribuito dalla Regione tramite le associazioni di categoria. Va segnato, in particolare, il gasolio avanzato alla fine di un anno affinché nel successivo venga detratto dalla quota di gasolio agricolo che spetta all’azienda.

Questa la procedura corretta. Ma le Fiamme gialle hanno scoperto che non sempre questa viene seguita. E andando a fare ispezioni in alcune aziende agricole che dichiaravano una giacenza di carburante troppo piccola per le dimensioni della loro attività, hanno scoperto la truffa. Il carburante verde non impiegato per i trattori veniva nascosto al Fisco e o utilizzato per altri scopi, non agricoli, o per ottenerne una quota maggiore non prevista dalla legge da rivendere o impiegare in azienda.Gli uomini del comando provinciale della Finanza hanno seguito questa traccia e sono arrivati in diverse aziende, a Roncoferraro, Gonzaga, San Giacomo delle Segnate, Marcaria e Asola. Qui hanno scoperto situazioni di irregolarità all’origine di un maxisequestro di carburante agricolo la cui presenza non era tracciata nei registri. Oltre 27mila litri. Sono quindi scattate le denunce nei confronti dei titolari e di soci delle aziende agricole truffaldine, che ora dovranno vedersela con il Fisco e la giustizia. Si rischiano la reclusione fino a tre anni, multe fino a dieci volte l’imposta evasa, nonché la confisca del carburante.

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