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Cinque milioni di euro per le bellezze mantovane

Provincia e Comuni presentano una richiesta unitaria alla Fondazione Cariplo: finanziamenti anche per Villa Mirra, Corte Castiglioni e il castello di Ponti

di Vincenzo Corrado

MANTOVA

Le firme sui documenti ci sono e oggi il protocollo d'intesa siglato da primi cittadini e Provincia verrà consegnato alla Fondazione Cariplo, che dovrà valutare la bontà del progetto. I sindaci mantovani hanno presentato il proprio libro dei sogni: interventi per cinque milioni di euro, una sessantina di opere (soprattutto ristrutturazioni di monumenti) distribuite sull'intero territorio provinciale. Il filo conduttore: la conservazione del patrimonio artistico e la promozione delle bellezze naturalistiche. Se Cariplo dirà sì, tra qualche mese arriveranno 2,5 milioni. Il resto dei fondi necessari per aprire i cantieri? A carico dei Comuni. Cofinanziamento, come indicato dal bando dei "progetti emblematici", che quest'anno potrebbe portare, in totale, 7,5 milioni ad enti pubblici e associazioni mantovane. Se il maxipiano voluto da Pastacci verrà approvato, si rifaranno il look, tra gli altri, il castello di Ponti sul Mincio, la sala polivalente di San Benedetto, Corte Castiglioni (Marcaria) e Villa Mirra a Cavriana.

Gioco di squadra. «La Provincia – spiega il presidente Alessandro Pastacci – nei mesi scorsi ha proposto ai Comuni la stesura di piani di sviluppo territoriali da proporre a Cariplo. Durante gli incontri con i sindaci, riconoscendo il ruolo dei territori e la loro capacità di autodeterminazione nella definizione delle politiche di sviluppo, ho proposto alle aggregazioni territoriali di definire le proprie priorità di intervento». A ciascuna delle cinque aree in cui è stata suddivisa la provincia (Alto Mantovano, Asolano, Oglio Po, Mantova e Comuni limitrofi, Oltrepò) è stato chiesto di sviluppare un proprio progetto richiedendo a Cariplo, che finanzia al 50% le opere, un contributo massimo di 500mila euro. La Provincia, come ente capofila, candiderà quindi un progetto unico per le cinque macrozone dal titolo “Nel segno mantovano. Progetto di governance per lo sviluppo delle identità territoriali”. Entriamo ora nel dettaglio del maxipiano, analizzando, zona per zona, gli interventi previsti e le linee guida che li ispirano.

Alto Mantovano. “In collibus cultur@. Percorsi culturali e didattici nelle Colline Moreniche del Garda” con il coordinamento dell'associazione Colline Moreniche del Garda, prevede interventi di recupero di alcuni beni (Villa Mirra a Cavriana, castello scaligero a Ponti, beni gonzagheschi a Solferino, Volta e Marmirolo). Spazio anche alla messa a disposizione di spazi per la cultura (biblioteca di Goito) e di itinerari di fruizione del territorio. Da segnalare, per quanto riguarda l’Alto Mantovano, la mancata presenza di opere di restauro o conservazione di edifici del Comune più grande dell’area, Castiglione.

Oglio Po. “Paesaggi e culture di fiume tra Oglio e Po” con capofila del coordinamento il Comune di Commessaggio, prevede un insieme di interventi di valorizzazione dei beni culturali (teatro all'Antica di Sabbioneta e Corte Castiglioni a Marcarla) ed ambientali (le Marginare e il Grande Fiume) accanto a iniziative promozionali del patrimonio Unesco.

Oltrepò. “Il sesto senso. Conoscenza e uso responsabile del patrimonio culturale e ambientale come diritto di ogni cittadino”, con il coordinamento del Consorzio Oltrepò Mantovano, è incentrato su alcuni cantieri (Pinacoteca di Quistello, Sala polivalente di San Benedetto, laboratorio didattico del Chiavicone di Bondanello) integrati da un programma di interventi che partendo dai cinque sensi, veicolano la conoscenza del territorio.

Medio Mantovano. “Miti e delizie delle terre di mezzo: scoperte, valorizzazioni e percorsi”, con il coordinamento dell' Ecomuseo della risaia, dei fiumi e del paesaggio rurale mantovano, prevede interventi di riscoperta dei grandi personaggi che hanno fatto la storia di questo territorio, in un contesto di recupero delle tradizioni e di valorizzazione delle risorse culturali (Castello di Villimpenta) ed ambientali (Rivalta, Carpaneta).

Asolano. “Vivere l'ecomuseo. I saperi, le sagre, le feste, le tradizioni”, sarà coordinato dall'Ecomuseo tra il Chiese il Tartaro e l'Osone. Previsti la realizzazione di percorsi per la fruizione lenta del territorio e la realizzazione di interventi di recupero (Torri civiche a Casaloldo e Ceresara) e di messa a disposizione di nuovi spazi per la cultura e la creatività (Complesso polifunzionale a Mariana).

Dita incrociate. «Con tutti i sindaci abbiamo fatto un ottimo lavoro di squadra e siamo riusciti a presentare un progetto che esalta le peculiarità della nostra provincia – commenta Pastacci –. Tutti e settanta i Comuni hanno partecipato alla stesura dei percorsi di promozione del territorio e in una cinquantina di paesi sono previste opere materiali». Ora la palla passa a Cariplo: la Fondazione sposerà le intenzioni di Palazzo di Bagno? I finanziamenti richiesti arriveranno? «Non sappiamo ancora quanto tempo passerà per avere una risposta, dipende dalla Fondazione» conclude Pastacci . Dita incrociate: il restyling di molte bellezze mantovane, in tempi di vacche magre, passa necessariamente per l’erogazione dei fondi Cariplo.

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