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Addio ad Ada Turci, regina del giavellotto

QUISTELLO È morta Ada Turci, gloria dello sport tricolore e «personaggio» nella sua Quistello, che ora la piange stretta attorno ai parenti, la sorella Pasqua e i tanti nipoti. Ada aveva 88 anni; nel...

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È morta Ada Turci, gloria dello sport tricolore e «personaggio» nella sua Quistello, che ora la piange stretta attorno ai parenti, la sorella Pasqua e i tanti nipoti. Ada aveva 88 anni; nel 1952 aveva partecipato alle Olimpiadi di Helsinki classificandosi undicesima nel lancio del giavellotto, dopo aver conquistato 12 titoli italiani della specialità tra il 1943 e il 1958. Una grande. Un’atleta olimpica che ha dato lustro allo sport mantovano e tricolore. I funerali si svolgeranno oggi alle 9 nella chiesa di San Bartolomeo. Una persona decisa e sanguigna Ada, sempre legata al suo passato di sportiva, che le aveva permesso di girare il mondo, conoscere tante persone, ricevere riconoscimenti dal suo paese natale ed essere insignita del titolo di cavaliere della Repubblica. Ada aveva cominciato presto, ai Giochi fascisti della piccola gioventù, a mostrare il suo talento per il lancio del giavellotto: «Battevo i maschi nel lancio dei sassi da una sponda all’altra del Secchia» era solita raccontare con una punta di orgoglio. Nel 1938 la giovane promessa fu tesserata per Venchi Unica, società sportiva di Torino, che raggiunse nel 1940. Tre mesi dopo esordì in Nazionale, nel corso dell’incontro Italia–Germania. Alla fine saranno 33 le presenze nella squadra azzurra, di cui è stata per 5 volte capitano. Il suo palmarès è da fare invidia: 12 titoli italiani e record di specialità.

Nel 1951, in Ungheria, scagliò il giavellotto a 43,51 metri: fu il suo secondo primato italiano che durerà 5 anni e le spianerà la strada verso le olimpiadi finlandesi, prima italiana a gareggiare nella specialità. Abbandonata l’attività agonistica nel 1958, come dipendente comunale la Turci divenne custode dello stadio di Torino. Nel 1987 ritornò a Quistello. In pensione, non abbandonò l’amore per lo sport tant’è che fino ai 68 anni gareggiò nella categoria master, con la casacca della Libertas Mantova, vincendo titoli mondiali nel lancio del peso e del giavellotto, guarda caso uno proprio ad Helsinki nel 1980.

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