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Dall’aereo lanciano cibo all’amico isolato sui monti

Operazione di soccorso dall’aviosuperficie di Ponteventuno a Predappio. Un’ora in cielo per aiutare l’uomo rimasto con solo scatolette per gatti

MANTOVA

In volo dall’aviosuperficie di Ponteventuno a Predappio per lanciare cibo a un uomo che vive da solo tra le montagne dell’Appennino tosco-emiliano ed è rimasto isolato tra la neve e il gelo. Due piloti dell'Aero Club Mantova, Cristiano Azzoni e Fabrizio Bovi, sono stati protagonisti di un'avventurosa operazione di aerosoccorso per l'emergenza neve. È successo lunedì mattina. In condizioni di volo molto difficili: sedici gradi sotto lo zero, scarsa visibilità e il vento a soffiare fino a 50 chilometri orari. Il destinatario del soccorso è un altro pilota, che sta trascorrendo ore di grande difficoltà. Vive solo tra le montagne e ora è rimasto solo con un vecchio generatore di corrente a mano e un po’ di cibo per gani e gatti. E con un metro e mezzo di neve a gravare sul tetto della casa, minacciando di farla cedere.

Decollati dall'aviosuperficie di Ponteventuno, Azzoni e Bovi hanno raggiunto l'Appenino tosco-emiliano e hanno lanciato dall'aereo viveri e generi di prima necessità. L'operazione è scattata dopo una telefonata che l’uomo è fortunosamente riuscito a far partire domenica mattina: destinatario della chiamata proprio Bovi, che ha fatto scattare la procedura di emergenza.

La scelta è caduta su Ponteventuno perché gran parte delle aviosuperfici del nord Italia, sia in pianura padana che lungo la dorsale adriatica, era finita ko a causa del maltempo. Off limits anche gli aeroporti di Bologna, Forlì e Rimini, dove non sono consentiti il decollo e l'atterraggio di apparecchi leggeri. E niente da fare nemmeno per gli elicotteri di soccorso, per i quali era impossibile atterrare in quota a causa della spessa coltre di neve farinosa. Così si è optato per la partenza da Ponteventuno e per il lancio del cibo: era l’ultima soluzione utile per aiutare l’uomo rimasto isolato.

La giornata di domenica così è servita per pianificare l’operazione. I viveri e i materiali sono stati imballati all'interno di quattro contenitori antiurto, dotati di rivestimento ad alta visibilità e di una lunga coda in plastica riflettente: obiettivo rendere più facile il recupero da parte del destinatario. Il decollo è stato alle undici e mezza di lunedì mattina, dopo che un bollettino meteo aveva preannunciato una finestra utile di un paio d'ore. Sufficienti a raggiungere la destinazione e a lanciare il cibo all’uomo rimasto isolato. Il velivolo utilizzato, uno Zlin Savage costruito in Repubblica Ceca, si presta bene all'aviolancio, grazie alla porta laterale, all'ala alta e all'autonomia di volo di oltre tre ore.

«Non abbiamo fatto niente di eroico, ma non è neppure stata una passeggiata» racconta Azzoni, che sedeva ai comandi del Savage coadiuvato da Fabrizio Bovi, uno dei pochi piloti italiani abilitati all'atterraggio sui ghiacciai, che nell'occasione ha svolto il ruolo di navigatore-lanciatore. I due piloti hanno raggiunto il punto di lancio dopo un’ora e dieci minuti di volo, vissuto tra molte difficoltà: la scarsa visibilità, il forte vento fino a cinquanta chilometri orari e il disagio della temperatura polare (scesa fino a sedici gradi sotto lo zero).

Ai due piloti anche le parole di apprezzamento del sindaco di Curtatone, Antonio Badolato: «Questa operazione di aerosoccorso ancora una volta ha dimostrato l'importanza dell'aviosuperficie di Ponteventuno e la preziosa opera dei piloti dell'Aero Club» commenta il primo cittadino, che ha esteso il suo ringraziamento al responsabile del campo e presidente dell'Aeroclub Mantova, Giampaolo Sbarbada.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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