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Ferrovie, martedì cancellate 9 corse
Con l'assessore sul treno Twitter

I guasti ai locomotori paralizzano i collegamenti per Verona, Modena e Bologna. Ritardi sulla linea per Milano. Nel Cremonese i pendolari protestano sui binari

 

Riuscissero a farsi risarcire del tempo perso e dello stress accumulato per i disservizi della rete ferroviaria di questi giorni, i pendolari mantovani in trasferta a Milano, Modena, Verona e Bologna potrebbero permettersi di farsi quei chilometri con la propria auto. Per tutti loro martedì è stata un’altra giornata di passione e di rabbia consumata a bordo dei binari ad aspettare inutilmente treni soppressi o a bordo di carrozze spesso fredde alle porte di qualche paese lungo il tragitto.

La giornata è iniziata malissimo, per i clienti delle ferrovie italiane con la cancellazione del treno in partenza da Mantova alle 5.29 e atteso a Bologna per le 7.14. La parola soppresso tornerà a ossessionare i viaggiatori di questa tratta diverse altre volte, visto che come ormai avviene con sconcertante frequenza, anche i convogli per Bologna delle 9.34 e per Modena delle 12.36 e quello proveniente da Verona (atteso in piazza don Leoni alle 16.07) sono stati cancellati per buona pace di chi aveva appuntamenti o coincidenze da pigliare. A fine giornata saranno nove i treni soppressi su questa linea: quattro diretti a Verona, due a Bologna, due a Modena e uno a Mantova. Motivo? Guasti ai locomotori, pare di capire.

Disagi pesanti anche sull’altra tratta battuta da molti mantovani per trasferte di studio o di lavoro, la Mantova-Cremona-Milano. Per tutta la prima parte della mattinata si sono registrati ritardi di diversa entità per motivi diversi: dagli ormai immancabili guasti al locomotore alla protesta sui binari a Casalpusterlengo, in provincia di Cremona, per l’arrivo di un treno da Piacenza con un numero di carrozze insufficiente per accogliere tutti i viaggiatori. Già il primo treno della giornata, quello in partenza da Mantova alle 5.18 e diretto a Milano Centrale, ha accumulato un’ora di ritardo per uno scambio guasto a Pizzighettone.

Il convoglio successivo, quello delle 6.12, ha accumulato, secondo i viaggiatori, un ritardo di una ventina di minuti per conto proprio e altri trenta per la protesta dei viaggiatori a Casalpusterlengo.

Alla fine il treno è arrivato a Milano con 53 minuti di ritardo e, secondo alcuni pendolari che hanno riportato l’episodio su Facebook, anche con qualche scambio di battute al vetriolo tra un viaggiatore e un controllore. Non stupisce che su questa linea abbia preso piede lo sciopero del biglietto.

Proprio nel pomeriggio di msrtedì si è tenuto nella sede della Regione l’incontro tra associazioni di pendolari (per la Mantova-Cremona-Milano c’erano Utp e InOrario) con una rappresentanza dell’assessorato regionale alle infrastrutture e mobilità e di Trenord. Dall’assessore Cattaneo è arrivata una novità non tanto per la questione dei ritardi quanto piuttosto per la pessima qualità dei treni impiegati. Dal 19 marzo verranno sostituiti progressivamente i sei treni Vivalto a sei pezzi, che prestano servizio sulla tratta (con tutti i gravi problemi tecnici ben conosciuti, a partire dai sistemi di riscaldamento e dalle porte che si bloccano con il gelo) con composizioni di E464 dotati di otto carrozze a media distanza. Secondo la Regione i rappresentanti dei pendolari «hanno accolto con soddisfazione la proposta avanzata da Regione e Trenord». Commenta Paolo Ferretti di Utp: «Abbiamo apprezzato la proposta, visto che i Vivalto presentano notevoli problemi». Per Utp rimane però fondamentale la questione delle fermate lungo la tratta.


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