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Si fa ricaricare la carta Postepay poi fugge

POMPONESCO Si fa ricaricare la carta Postepay di cinquecento euro e al momento di fare il pagamento finge di essere a corto di denaro o di avere il bancomat scaduto. E si dilegua. È il sistema...

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Si fa ricaricare la carta Postepay di cinquecento euro e al momento di fare il pagamento finge di essere a corto di denaro o di avere il bancomat scaduto. E si dilegua.

È il sistema trovato da tal S.F., 52 anni, originario di Cutro, residente a Pomponesco ma di fatto domiciliato a Gazzuolo, il quale, a seguito delle indagini dei carabinieri di Revere e Gonzaga è stato identificato e denunciato.

Certo, è in stato di libertà, quindi è possibile che cerchi di mettere di nuovo a segno la truffa. Quindi, attenzione titolari di tabaccherie e ricevitorie a chi vi chiede di ricaricare cifre importanti sul Postepay: prima accertatevi che abbia di che pagare.

Ma torniamo agli episodi di cui S.F. è stato ritenuto responsabile: il 6 ottobre scorso a Gonzaga, il calabrese si è presentato in un bar-tabaccheria ed ha chiesto la ricarica di 532 euro su una carta Postepay. In cambio, per il pagamento, l’uomo ha dato al tabaccaio un bancomat, sempre di Poste Italiane. Il commerciante ha effettuato la ricarica di 532 euro, ma quando ha tentato di prelevare il corrispettivo dall’altra carta, quella non ha funzionato per mancanza di fondi. S.F. si è scusato per l’inconveniente ed ha convinto l’esercente che avrebbe saldato il debito quanto prima. Invece si è subito allontanato, senza lasciare traccia. E dei soldi, addio.

Stessa truffa l’ha messa a segno in una tabaccheria-ricevitoria di Quingentole il 21 dicembre scorso: il 52enne ha chiesto la ricarica di 500 euro su una carta Postepay tramite Sisal. L’esercente ha compiuto il versamento, dopodiché, mentre era intenta a servire altri clienti, l’uomo si è allontanato alla svelta facendo perdere le proprie tracce.

Grazie alla denuncia dei due commercianti e alla loro descrizione del truffatore, i carabinieri della stazione di Revere insieme a quelli del Nucleo investigativo di Gonzaga sono arrivati ad identificarlo. Dalle foto mostrate ai due tabaccai è arrivata la conferma che si trattasse proprio di lui.

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