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Giornate del Fai, porte aperte
per tre gioielli da scoprire

Le giornate del Fai, visite per l'antico convento di Santa Lucia a Mantova, Villa Mirra e l'area del Castello a Cavriana, la Cappella della Beata Paola Montaldi a Volta Mantovana

Capolavori affrescati, dimore rinascimentali ma anche carceri, castelli, torri, siti inaccessibili o aperti al pubblico solo in circostanze eccezionali. Una finestra spalancata su antichi luoghi di culto o scenografici saloni delle feste. Il Fai ci ha abituato in questi anni a vivere le Giornate di Primavera come un evento speciale per conoscere il patrimonio artistico. E anche in occasione di questa XX edizione, l'appuntamento ha svelato altri spazi del nostro territorio. L’itinerario proposto ha unito idealmente Mantova, Volta Mantovana e Cavriana.

MANTOVA. Per i visitatori, in città, si sono aperte le porte della chiesa e dell’antico convento di Santa Lucia. «Parliamo di un’area vastissima - anticipa Anna Maria Petrobelli, vice capo delegazione del Fai di Mantova - che si affaccia sulle vie Frattini, Sant’Egidio e Bronzetti e chiusa al pubblico da più di quarant’anni. Un antico monastero di Clarisse fondato alla fine del XIV secolo per volere di Raimondo Lupis, marchese di Soragna. Il convento poi fu soppresso nel 1786 dall'imperatore Giuseppe II e divenne sede dell'orfanotrofio maschile fino al 1968. Oggi l’edificio è di proprietà della Fondazione Luigi ed Eleonora Gonzaga e proprio recentemente è stato oggetto di un attento studio da parte del Laboratorio di restauro architettonico del Politecnico di Milano».

VOLTA MANTOVANA. Fede e storia legano l’antico monastero alla tappa di Volta Mantovana. In questa occasione, infatti, si è visitata la Cappella della Beata Vergine del Rosario dedicata alla Beata Paola Montaldi nella parrocchiale. «Qui - continua Petrobelli - il pubblico oltre ad ammirare un capolavoro di architettura barocca, è stato guidato anche nell’approfondimento della storia del monumento. La cappella seicentesca accoglie infatti le spoglie della Beata Paola Montaldi trasferite da Mantova nel 1813». Il legame col convento? «Abbiamo scelto questa tappa - spiega - perché Paola Montaldi nel 1448 entrò a far parte proprio della comunità delle clarisse di Santa Lucia e fu per tre volte badessa del convento dove morì nel 1514».

CAVRIANA. Nella tappa di Cavriana invece il pubblico è stato accolto nelle sale di Villa Mirra con passeggiata all'interno dell’area del Castello. «Parliamo di un’opera difensiva dei Gonzaga - spiega Petrobelli - e proprio all'interno delle mura si ergeva il palazzo edificato dal Fancelli, su disegno di Mantegna, un luogo dove anche Isabella d’Este amava ritirarsi. Di esso, purtroppo, restano solo tracce del perimetro». Villa Mirra deve il suo aspetto attuale a rimaneggiamenti subiti nel XVIII e XIX secolo. «Lì ebbe sede il quartier generale austriaco nei giorni della battaglia di Solferino e San Martino - conclude - in seguito divenne teatro del convegno tra Napoleone III e Vittorio Emanuele II».

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