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Bufera doping sul ciclismo, in 31 verso il processo

Il farmacista di Mariana Mantovana, Guido Nigrelli, sarebbe il punto di riferimento del giro di sostanze proibite. Al telefono per aggirare le intercettazioni si parlava di ciucciotti, culatelli e flaconcini topogigio. Tra gli indagati Cunego, Rasmussen e Ballan

Il Comi chiede gli atti dell'inchiesta antidoping alla Procura della Repubblica di Mantova. "L'Ufficio di Procura Antidoping - scrive il Coni in una nota -  preso atto della chiusura delle indagini per i reati in materia di doping e delle richieste formulate dal Procuratore della Repubblica di Mantova, comunica che ha immediatamente richiesto di poter acquisire copia degli atti successivi a quelli già ricevuti, con particolare riguardo agli interrogatori degli indagati, dopo il deposito ex art. 415 bis c.p.p. La Procura della Repubblica di Mantova ha autorizzato la consegna degli atti richiesti per il tramite della Polizia Giudiziaria, delegata all'attività di indagine"

L'INCHIESTA ALLA STRETTA FINALE

Ciclisti pompati con farmaci proibiti, spremuti a loro rischio e pericolo. Obiettivo: aumentare la potenza atletica e le chance agonistiche, e modificare a proprio vantaggio il risultato delle competizioni. Inchiesta chiusa, quella sul doping nel ciclismo internazionale partita da Mantova a fine 2008.

La procura di via Poma ha trasmesso al tribunale una richiesta di rinvio a giudizio per trentuno imputati (e non 32 come riferito in un primo momento perché la posizione di un indagato è stata già archiviata). Il procuratore capo Antonino Condorelli ha messo sotto accusa un farmacista, un medico, dirigenti sportivi, allenatori e atleti che a vario titolo avrebbero commerciato, prescritto, somministrato o fatto uso di sostanze proibite per migliorare le prestazioni atletiche.

Personaggio considerato centrale nel teorema accusatorio - sorretto da intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché da un complesso intreccio di testimonianze - sarebbe Guido Nigrelli, 58enne farmacista di Mariana Mantovana, in passato indagato altre due volte per lo stesso reato. Con lui, nell’elenco delle persone per cui è stato chiesto il giudizio, il mantovano Sergio Gelati, 50enne preparatore atletico della società ciclistica Lampre. Insieme, sempre secondo la procura, avrebbero «commerciato, predisponendo e mantenendo canali clandestini, farmaci e sostanze biologicamente attive acquisendoli clandestinamente e cedendoli per scopi illeciti non terapeutici» a dirigenti e atleti della società ciclistica Lampre, ad altre società ciclistiche, a ciclisti amatoriali e calciatori.


Tra le sostanze proibite inventariate dalla procura, ci sono farmaci a base di testosterone, come l’Andriol o l’Androgel, nandrolone e altri steroidi anabolizzanti, stimolanti come l’efedrina, ormoni per la crescita muscolare come la somatropina, ormoni per la produzione di globuli rossi. Stando ai capi d’imputazione Nigrelli e Gelati avrebbero smerciato queste sostanze tra Mantova e provincia, Mariana, Trento e Verona per mesi, fino al giugno del 2009, come comproverebbero le intercettazioni ambientali e telefoniche disposte dalla procura. Nelle registrazioni classificate come fonti di prova, gli imputati avrebbero mostrato sempre cautela evitando di parlare apertamente di dopanti o farmaci proibiti. Avrebbero invece utilizzato un linguaggio in codice in cui ormoni e stimolanti diventavano “bianchi”, “magliette”, “culatello con la cordina”, “uovo”, “ciucciotto” e “flaconcini Topo Gigio”.

A Nigrelli, tra gli altri, si sarebbe rivolto di persona anche il campione danese di ciclismo Michael Rasmussen, 28 anni, residente a Lazise, a suo tempo cacciato dal Tour de France proprio per aver fatto uso di dopanti. Nell’elenco dei personaggi per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio anche l’asso del ciclismo e campione del mondo 2008 Alessandro Ballan, 32 anni, Roberto Messina, 48 anni, di Villafranca, Paolo Bossoni, 36 anni di Busseto, Sebastian Gilmozzi, 36 anni di Cavalese, tutti ciclisti e Paolo Pezzini, 53 anni, di Canicossa, ex campione del mondo per la categoria cicloamatori. Sono oltre una ventina i ciclisti, tra professionisti e amatori, imputati nell’inchiesta doping della procura di via Poma. Un’eccezione è Matteo Zambroni, 30 anni, di Castiglione che, a differenza di tutti gli altri imputati, è un calciatore.

Altre accuse cadono su Mariano Piccoli, 42enne di Trento, direttore sportivo di una squadra under 23. Assieme al farmacista di Mariana, sempre secondo le accuse, Piccoli avrebbe somministrato ai ragazzi del suo team, e in particolare a un atleta ucraino, farmaci a base di epoetina e somatropina. Non solo, avrebbe anche suggerito i modi per modificare l’esito dei controlli prima e dopo le competizioni.

Imputato un altro pezzo da novanta del ciclismo, Beppe Saronni, al tempo direttore generale della Lampre, al tempo aveva difeso il mantovano della sua equipe. «Paghiamo Sergio Gelati come preparatore atletico - aveva sottolineato - e come lui, nessuno del nostro gruppo sportivo si è mai comportato in modo scorretto». Tra gli imputati anche un medico di Lonato, Fiorenzo Egeo Bonazzi, 57 anni, che avrebbe eseguito delle trasfusioni di sangue in un ambulatorio convenzionato di Montichiari e un ex ciclista spagnolo, oggi diplomatico.


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