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Confindustria, l’addio di Emma
Squinzi: «Mai licenziato nessuno»

A Palazzo Te ultimo incontro pubblico di Emma Marcegaglia che, dopo quattro anni, dirà addio a maggio alla presidenza di Confindustria. Il presidente designato Giorgio Squinzi, presente all'assemblea degli industriali mantovani, ha detto di non essere un esperto di licenziamenti e cassa integrazione

MANTOVA. Confindustria ritrova «la giusta unità» dopo settimane di «forte dialettica», che hanno costellato la corsa per la successione alla presidente Emma Marcegaglia con la contrapposizione tra due imprenditori del Nord: il bergamasco Alberto Bombassei, numero uno di Brembo, e il milanese Giorgio Squinzi, patron di Mapei, entrambi già presidenti delle rispettive associazioni di categoria: Federmeccanica e Federchimica.
 
Lo ha detto la presidente uscente all’ultima apparizione pubblica nella sua Mantova. Nella città dei Gonzaga, infatti, ha iniziato a intraprendere a fianco del padre Steno e del fratello Antonio, per poi guidare i giovani industriali e quindi tutta la Confederazione.  La contrapposizione tra i due - ha affermato la presidente a margine dell’assemblea a Palazzo Te - ha fatto sviluppare «un dibattito, una dialettica anche forte, ma adesso si ritrova la giusta l’unità che è la vera forza di Confindustria».
 
«Ho sempre pensato - ha aggiunto - che, lasciati da parte i tifosi, i due imprenditori siano serissimi e anche molto simili per storia imprenditoriale» e che «avrebbero trovato una situazione di tranquillità». Poi l’auspicio, che assume anche i toni dell’invito rivolto al candidato escluso, fondatore di una sua corrente, Impresa al centro,: «ha vinto Squinzi - ha detto -, si sono visti e Bombassei è una persona di grande valore e contribuirà ad alcune scelte che farà Squinzi». Dunque al vincitore spetta il compito di fare le scelte e al secondo arrivato la responsabilità di condividerle.  Un concetto che ha confermato lo stesso presidente designato.
 
Presente anche lui ai lavori delle assise mantovane, pur non essendo iscritto all’associazione territoriale, Squinzi ha ricevuto gli auguri di Emma Marcegaglia, ma a margine dei lavori ha chiarito che sarà lui a scegliere: «c’è stato un incontro cordiale e costruttivo», ha affermato spiegando che per ora «non c’è ancora nulla».  «Penso però che alla fine si troverà un modus vivendi tranquillo alla giunta del prossimo 19 aprile», ha detto correggendo con l’espressione latina chi lo interrogava su una possibile quadra raggiunta con Bombassei. Alla domanda se la squadra che ne uscirà sarà ecumenica Squinzi ha invece replicato secco: «Sarà la mia squadra».
 
Lavoro e  articolo 18. Non potevano mancare alle assise di Mantova i temi della riforma del lavoro e della spesa pubblica. La Marcegaglia ha invitato il governo a tagliare sprechi, duplicazioni inutili e acquisti dello Stato che hanno alti livelli di inefficienza. La presidente di Confindustria ha poi toccato il tema della riforma del mercato del lavoro. “Se saltano le modifiche all’articolo 18 ci dovrà essere allora una proposta di riforma completamente diversa. Piuttosto che una cattiva riforma del mercato del lavoro è meglio non farla o farla in un altro momento”.
Alla domanda se Confindustria ha un piano alternativo, la presidente ha replicato che per il momento no “anche perché la Confederazione continua a sperare e auspicare, mi pare che il governo Monti la pensi così, che si vada avanti con questa proposta. Non accettiamo - ha proseguito - che si cambi solo una parte e il resto rimanga uguale”.
 
Licenziamenti di massa? Venite giù dal pero. Marcegaglia si è poi detta preoccupata del fatto che si era trovato un accordo tra sindacati e imprese e anche i principali partiti avevano condiviso questa scelta, ora, improvvisamente, si vuole cambiare la parte che riguarda la flessibilità in uscita. Il Parlamento - ha concluso – è chiaramente sovrano, non lo metto in discussione, ma la riforma solo così si reggeva. A chi teme che con la riforma dell'articolo 18 ci saranno licenziamenti di massa diciamo di venire giù dal pero. Qual è l'imprenditore - si è chiesta - che licenzia il bravo lavoratore per il gusto di licenziarlo? Non sta né in cielo né in terra, stiamo cercando di cambiare una cosa che c'è solo in Italia".
 
Il presidente designato: mai licenziato. A Mantova era presente anche Giorgio Squinzi: «Non ho mai licenziato nessuno, mai fatto un’ora di cassa integrazione, sono decisamente inesperto da questo punto di vista» ha confessato il presidente designato di Confindustria rispondendo alla domanda se licenziare più facilmente possa consentire di assumere più facilmente. Squinzi ha però precisato che «nel momento in cui viene a mancare il rapporto di fiducia con un dipendente penso che ci debba essere una possibilità di arrivare ad un risoluzione del rapporto, questo sottinteso, avviene così in tutto il mondo». Sulla contrapposizione con  Bombassei, il vincitore della corsa alla poltrona di viale dell'Astronomia ha detto che alla fine dsi troverà un modus vivendi tranquillo.
 
Per l'ultima apparizione pubblica prima di lasciare la presidenza della Confindustria, la Marcegaglia ha scelto Palazzo Te a Mantova dove in mattinata si è svolto un dibattito tra la stessa Marcegaglia e i presidenti di Confindustria francese, Laurence Parisot, e tedesca Hens-Peter Keitel.

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