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Chiara svela i segreti di Facebook
"Al bando i logorroici da bar"

La scrittrice digitale mantovana presenta un manuale per districarsi sul social network «La privacy? Un’ossessione che non capisco. Al bando i logorroici da bar»

MANTOVA. Dice che nella vita reale, solida e quotidiana gli amici ti capitano, e quelli ti deve tenere, mentre su Facebook li puoi scegliere tu, pescando nel pozzo degli interessi comuni. E magari ci trovi pure qualche vecchio compagno di scuola di cui conservi soltanto un ricordo sbiadito, forse non ti stava nemmeno troppo simpatico, e invece adesso avete molto da raccontarvi.

Così il cerchio tra realtà fisica e geografia immateriale si chiude nel nodo di un cortocircuito sociale. Dice che la Rete accorcia le distanze, moltiplica le opportunità e molte altre cose ancora. L’ha pure scritto in un manuale snello e spigliato, “Facebook per tutti. Guida per divertirsi in sicurezza” (editore Apogeo), che il 20 aprile presenterà alla libreria Feltrinelli di corso Umberto I (ore 17.30).

Mantovana, 30 anni ancora da compiere, Chiara Cini risponde al telefono da un balcone sospeso tra le colline e il mare. Pesaro, Marche. La «folle decisione di abbandonare la città per la campagna» l’ha maturata dopo anni di studio e di lavoro tra Milano e la Spagna. Mantova ce l’ha sempre impigliata nel cuore, al centro della sua mappa sentimentale. Vero, internet ha riscritto la geometria delle relazioni, «ma gli incontri sono fondamentali per dare calore» ammette Chiara.

Cinazza per gli amici (dentro e fuori dalla Rete). Dopo la maturità classica al liceo Virgilio e la laurea in scienze della comunicazione, Cinazza ha iniziato la sua avventura di scrittrice digitale per la redazione del Gastronauta, quindi è passata all’agenzia di pubbliche relazioni online Hagakure (clienti food and wine) e poi alla community di appassionati di cucina Madeinkitchen.tv.

A Pesaro aiuta un tour operator a districarsi tra le maglie della Rete. Completano il curriculum le lezioni che, ogni tanto, tiene per l’Università di Milano. Insomma, Chiara con i social network ci campa. Facebook è ufficio, svago, casa, mare aperto e porto chiuso. Quanto largo sei tu a stabilirlo. Ecco, questo è un tasto su cui Cinazza insiste: Facebook avrà pure accorciato la catena del corteggiamento (perché sbattersi per ottenere il numero di cellulare se basta una richiesta d’amicizia?), ma la faccenda non è così brutale e rapinosa.

«Il problema è chi gli utenti usano lo strumento delle liste in modo parziale – sostiene - Il processo di conoscenza è graduale nella misura in cui tu decidi che sia così. Il disvelamento della personalità può avvenire per passaggi».

E poi bisogna finirla con questa febbre della privacy: «Con i nostri dati noi paghiamo un servizio. Io non rinuncerei a quello che Facebook mi consente di fare, alla serie di attività complesse e ricche di opportunità che mi permette di svolgere. Mi facilita la gestione delle relazioni. Sinceramente non capisco tutta questa ossessione, quando magari diamo il nostro indirizzo di posta elettronica all’ultimo dei supermercati».

E quelli che non si schiodano dallo schermo nemmeno a spingerli, che condividono tutto con tutti, fosse pure l’intenzione di uno sbadiglio? «È un problema d’inquinamento dell’informazione - ribatte Chiara - sta molto alla scelta di chi scrive, pure nel mondo fuori ci sono i logorroici da bar che ti ammorbano di chiacchiere non richieste.Ciò che avviene in Rete ha una sua dimensione che nulla toglie a quella fisica. Semmai aggiunge». Occasioni e opportunità. «Per tutto il resto bisognerebbe leggere il mio libro» si congeda Cinazza con piglio da autrice timida e consumata. Dalla sua ha 800 milioni di compagni in tutto il mondo. Bella forza.

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