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Castel Goffredo: i trentacinque anni del Tartarello

La lunga vita della rivista trimestrale curata da Gualtierotti che si occupa di temi storici e letterari locali

di Renzo Dall’Ara

I periodici made in Mantua di contenuti storici letterari difficilmente riescono ad avere lunga vita, tanto meno adesso, imperante il web.

Per questo non poteva che sorprendere l'annuncio, in quarta di copertina: «Con questo fascicolo Il Tartarello compie 35 anni».

Già: la rivista trimestrale di cultura e attualità castellane era apparsa per la prima volta il 22 febbraio 1977 e da allora non ha mai mancato l'appuntamento con il suo pubblico.

Cominciamo a spiegarci meglio: castellano si riferisce a Castel Goffredo, dato geografico rafforzato dalla firma del direttore: Piero Gualtierotti, titolare del prestigioso studio legale omonimo, ma l'avvocato è anche presidente dell'Accademia Nazionale Virgiliana e cultore della storia.

Tartarello è un torrente, che non si vede più ma continua a scorrere, coperto, attraversando tutto l'abitato del paese.

«L'idea era nata da mio padre, Amedeo, nel febbraio 1950: pubblicare un numero unico, appunto intitolato al Tartarello, in occasione del carnevale castellano».

Passava una ventina d'anni, Castel Goffredo diventava la capitale europea della calza e l'industrializzazione non era certo particolarmente sensibile al passato del paese ed alle sue testimonianze.

La priorità era quella di impiantare aziende, di trovare nuovi spazi di business, di richiamare manodopera, di far viaggiare i camion con la merce destinazione negozi e supermercati.

«Volevo fare qualcosa - continua Gualtierotti - almeno per salvare il patrimonio di memorie, di documenti, di personaggi, affidandolo alla carta stampata. Ed ecco il Tartarello rivista, in coerenza con l'idea di mio padre, uscito per il Venerdì gnoccolaro del 1977, appunto il 22 febbraio e poi in cadenza trimestrale, stampato a Mantova, dall'officina tipografica dei Grassi. Il tutto autoprodotto, segretaria di redazione mia moglie Vanna».

Se gli argomenti castellani logicamente prevalgono, il periodico segue però una linea di ricerca storica e documentale (spesso con inediti) che spazia ben oltre, anche per avere come collaboratori di valore docenti universitari, storici, cultori delle memorie.

A incominciare da Giuseppe Acerbi, passione particolare di Gualtierotti e così la diffusione del Tartarello raggiunge la Finlandia, dove il viaggiatore, politico e intellettuale castellano viene tuttora considerato tra i protagonisti della storia finnica.

Ma la varietà dei temi c'è sempre: proprio il numero dei trentacinque anni riserva ampio spazio e immagini ad un eroe dell'aviazione italiana, Marino Marini, pluridecorato nella seconda guerra mondiale.

«Posso anticipare - dice il presidente dell’Accademia Nazionale Virgiliana - che mio figlio Roberto sta raccogliendo i materiali per uno studio storico sulla figura di Marini, sepolto a Castiglione delle Stiviere, ma castellano di nascita».

Conclusione in chiave giornalisticamente augurale citando, sempre dalla quarta di copertina: «Lunga vita al Tartarello!».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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