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Podrecca: "Occorre rianimare
quel che è rimasto delle città"

Il grande architetto mitteleuropeo interviene a Mantova Creativa parlando dell’abitare tra città e paesaggio. “Le nostre città già fatte e sepolte dai fenomeni turbo-capitalistici e dalle guerre. Bisogna rianimare quel che è rimasto”

MANTOVA. Palazzo Te è tornato ad occuparsi di architettura contemporanea con l'incontro “Abitare tra città e paesaggio”, che ha avuto come protagonista Boris Podrecca. In una sala polivalente, affollata tra gli altri di molti studenti, grazie all'appuntamento promosso dall' associazione "L.A.C. Laboratorio di Architettura Contemporanea", confluito tra gli eventi collaterali della seconda edizione di "Mantova Creativa", Podrecca, l'ultimo architetto mitteleuropeo, come lui stesso si è definito, ha illustrato la filosofia del proprio lavoro, in uno studio dove lavorano circa 30 giovani architetti in cui si parlano 11 lingue.

Facendo gli onori di casa il presidente del Centro Te, Angelo Crespi, ha annunciato la mostra di settembre che sarà dedicata all'opera di un altro grande architetto, Pierluigi Nervi, che ha lasciato una traccia a Mantova nella cartiera Burgo. Il sindaco Nicola Sodano, ha invece ricordato della sfida per candidare Mantova capitale europea della cultura nel 2019. «Mantova è un luogo dove si vive di cultura - ha detto poi il prorettore del Polo Universitario Federico Bucci -. E' una città che può lanciare nel futuro la storia. Le scuole di architettura hanno bisogno di maestri che sappiano lasciare un segno ai giovani e non di archistar».

Vittorio Longheu, presidente del L.A.C., ha poi introdotto Podrecca introducendo il concetto di «temporalità estesa che sa coniugare il tempo lungo dell'architettura con il sentimento di modernità» .

Mostrando le immagini delle sue opere Boris Podrecca , in un perfetto italiano, una delle sette lingue che parla correntemente, ha illustrato le fondamenta etiche del prorio lavoro. «Bisogna capire le diffenze dei luoghi dove si va a lavorare, comprenderne la storia - ha detto -. Non si devono proporre stilemi, linguaggi minimalisti, marchi. In un mondo polifonico come il nostro, in città già fatte e sepolte dai fenomeni turbo-capitalistici, dalle guerre e da altri fatti, bisogna rianimare quello che è rimasto. Noi parliamo di archi-cultura, non di mettere pietra su pietra».

Podrecca è riuscito a esprimersi traducendo l’aria in spazio termico costituendo il nesso profondo che sta tra la forma e la sua scrittura sensoriale, ovvero il tema del rivestimento. Ha raccontato inoltre del suo lavoro di messa a punto dei sistemi compositivi, che prevedono, non tanto il coup de theatre, ma un lento procedere dove la misura delle azioni rivela una sapienza quasi artigianale nel comporre le tessiture dei materiali, nel definire le gerarchie delle parti, nel saper raccontare attraverso la metafora il senso dell' architettura e della vita.

Cittadino del mondo ha insegnato nelle università di Losanna, Parigi, Venezia, Philadelphia, Londra, Harvard-Boston e Stoccarda. Ha costruito edifici in tutto il mondo, specie in Europa, tra Germania, Austria, Slovenia, Croazia e Italia.

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