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Amianto, il sindaco stoppa l’impianto

«Non c’è spazio per insediamenti che preoccupano l’opinione pubblica». Lunedì vertice dei soci di Valdaro spa

«A Valdaro e nell’intero territorio comunale non c’è posto né spazio per insediamenti che possono preoccupare l’opinione pubblica». Il sindaco Nicola Sodano mette una pietra tombale sull’impianto di inertizzazione dell’amianto proposto dell’azienda bresciana Aspireco. Vicenda chiusa, ma non archiviata. La notizia ha fatto un gran baccano. Sodano è categorico: «Non c’è discussione, all’ufficio del sindaco e all’attenzione dell’amministrazione non è arrivata alcuna richiesta». Sulla scrivania della Valdaro spa, di cui il Comune di Mantova è socio di maggioranza, sì. Una dichiarazione d’interesse d’acquisto e insediamento.

Niente di definitivo, ma abbastanza per accendere l’attenzione dell’assessore Giampaolo Benedini (a cui il sindaco ha affidato l’incarico di rilanciare la società), che lunedì ha incontrato Alessandro Pastacci, presidente della Provincia (altro socio), e il suo assessore all’ambiente Alberto Grandi. Con Benedini c’erano anche il presidente di Valdaro spa, Luciano Borra, l’assessore comunale Anna Maria De Togni e due dirigenti dell’Asl. Com’è andata? «Il Comune ci ha presentato l’ipotesi con grande convinzione, ma noi abbiamo troncato la discussione. Perché? Una cosa di questo genere deve essere fatta nel massimo della partecipazione degli enti territoriali e della trasparenza verso le comunità locali» osserva Grandi. Che a proposito di amianto parla di riflesso pavloviano, un terrore incondizionato e inevitabile. Basta la parola a scatenare il finimondo. Ecco, il cuore del problema è questo groviglio di paure e rassicurazioni scientifiche, argomenti viscerali e analisi a mente fredda. Groviglio difficilissimo da districare. Pure se l’impianto di inertizzazione fosse davvero sicuro e pulito, a tenuta stagna ed emissioni zero, non riuscirebbe comunque a lavare via la paura. Ne è consapevole lo stesso Borra, che per lunedì ha convocato tutti i soci di Valdaro spa (oltre a Provincia e Comune di Mantova ci sono le amministrazioni di San Giorgio, Roncoferraro e Bigarello). Il presidente della società, che di lavoro fa l’ingegnere, riferisce di un «procedimento molto evoluto e interessante dal punto di vista ambientale». Cotto a novecento gradi centigradi, l’amianto diventa innocuo (inerte, appunto) e viene trasformato in un prodotto riutilizzabile in edilizia. «Quello che mi preoccupa è che il territorio ha già pagato molto in termini di inquinamento - ammette Borra – L’azienda assicura che l’impianto non comprometterebbe l’ambiente e anche l’Asl ha espresso parere positivo, ma prima di andare avanti e mettere a disposizione l’area è opportuno un confronto con tutti i soci. In ogni caso non diremo sì a iniziative troppo repentine e coinvolgeremo anche ai cittadini».

Sodano, però, è granitico, inamovibile. «Ho già anticipato a Borra il mio no secco, senza se e senza ma» anticipa. Ripetendo: «A Mantova non c’è spazio per insediamenti che possono preoccupare l’opinione pubblica. Già dobbiamo prestare attenzione agli insediamenti presenti, figurarsi se andiamo a spenderci per favorirne di altri. No, non è auspicabile avere un impianto di questo tipo sul nostro territorio». Non solo, il sindaco spinge il ragionamento oltre. «Fermo restando l’autonomia della Valdaro spa, non credo sia opportuno pregiudicare le altre aree da vendere con insediamenti che potrebbero rovinarne l’appetibilità». Senza se e senza ma.

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