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TERREMOTO Adesso il pericolo è Caronte

Nelle zone terremotate temperature sopra i 30 gradi. Disagi per gli sfollati nelle tende. L’allerta per Caronte (così è stato soprannominato il grande caldo) è stato prorogato a lunedì

MANTOVA. La morsa di Caronte, che fa boccheggiare l’Italia, si stringe in maniera ancora più forte sulle zone colpite dal sisma. Nella mattinata si sono registrate temperature superiori ai 30 gradi. A soffrire di più sono le popolazioni ferite dal terremoto: sotto le tende, allestite nei campi di accoglienza o nel giardino di casa, la temperatura percepita rasenta i 50, insopportabili, gradi. Con l’aria arroventata dall’afa, «in tenda è come essere in un forno microonde», rimbalza la testimonianza su Twitter.

«Non si riesce proprio a dormire - raccontano gli sfollati su Facebook -: è difficile resistere con questo calore soffocante». Una situazione al limite dell’accettabile che potrebbe farsi più dura con il passare delle ore: l’allerta caldo della Protezione civile su è stato prorogato fino a lunedì e domani l’ondata di calore è attesa a toccare il suo apice.

Per questo sono stati allertati i Pronto soccorso e le strutture ospedaliere. Nelle tendopoli - dove i bimbi e i ragazzini si ’arrangianò giocando a inseguirsi con le pistole ad acqua - i sindaci dei paesi coinvolti dal terremoto, hanno predisposto, per quanto possibile, rimedi per rendere più affrontabile la convivenza con il gran caldo.

«Abbiamo condizionato tutte le tende - spiega Fernando Ferioli, sindaco di Finale Emilia - la situazione è pesante ma la stiamo affrontando bene. Siamo riusciti ad organizzarci in tempo: alcuni condizionatori d’aria sono arrivati dalla Protezione civile di Roma, alcuni non erano perfetti e li abbiamo sistemati con l’aiuto di una ditta locale». A San Felice sul Panaro, nel campo allestito dalla Protezione civile del Veneto, sono stati montati 42 condizionatori d’aria messi a disposizione dalla De Longhi per alleviare le giornate delle 224 persone ospitate in quell’area. «C’è un gran caldo come in tutta Italia e ci si adatta alla situazione - racconta il sindaco di Mirandola, Maino Benatti -: abbiamo messo dei condizionatori d’aria, speriamo ci aiutino. Diverse persone stanno tornando a casa, altre hanno iniziato a metterle a posto: in città ci sono 4.000 abitazioni con diversi gradi di inagibilità»


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