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Podestà, entro agosto il via al cantiere

L’ok bipartisan sblocca i lavori per la messa in sicurezza del palazzo. Benedini: ora ragioniamo su come utilizzarlo

MANTOVA. I lavori per la messa in sicurezza di palazzo del Podestà, a rischio crollo dopo il sisma, possono cominciare. Il consiglio comunale  ha dato il via libera alla delibera che consente agli uffici di aggiudicare definitivamente l’appalto da 14 milioni di euro al Consorzio cooperative costruzioni di Bologna, in freezer da tre anni, primo lotto del recupero dell’edifico storico destinato ad ospitare gli uffici istituzionali del Comune. «A questo punto - annuncia l’assessore alla opere pubbliche Giampaolo Benedini - contiamo di perfezionare il contratto con l’impresa ai primi di agosto per consentirle di aprire il cantiere entro il mese».

Il voto. Il sì dell’aula è stato pressoché bipartisan, tanto che a favore hanno votato sia il centrodestra che il centrosinistra, mentre contro si è espresso solo Banzi di Sinistra unita (astenuti Allegretti del Pd, Ciliegi di Forum e Gorgati del Pdl). A far uscire l’aula dall’impasse in cui si era infilata, tra fautori dello sforamento del patto di stabilità e sostenitori della necessità di rispettarlo, è stato l’emendamento proposto da Paolo Gianolio del gruppo misto. Con esso gli interventi di messa in sicurezza sono stati allargati agli altri edifici comunali (in primis le scuole), finanziati con risorse proprie: visto che si tratta di lavori indifferibili e urgenti per garantire la pubblica incolumità, il consiglio e la giunta chiederanno al Governo una deroga al patto di stabilità oppure che stanzi fondi ad hoc attraverso il «decreto terremoto» in discussione al parlamento.

La procedura. Tocca ora al capo ufficio tecnico del Comune, Carmine Mastromarino, firmare l’atto che assegnerà definitivamente l’appalto all’impresa bolognese. In due settimane la procedura dovrebbe concludersi per dare alla Ccc la possibilità di aprire il cantiere entro agosto.

Lavori. I primi interventi riguarderanno il consolidamento e la messa in sicurezza del complesso monumentale che si estende tra piazza Erbe e piazza Broletto per oltre seimila metri quadrati. Il cantiere, nella prima fase, non dovrebbe ostacolare le attività commerciali (negozi e ristoranti) che si trovano nelle vicinanze. «Staremo attenti a creare il minor disagio possibile - assicura Benedini - da quel cantiere, molto importante nel campo del restauro a livello nazionale, potremo avere benefici dal punto di vista economico e della promozione della città Unesco». I primi lavori dovrebbero costare attorno al milione, da inserire nella contabilità comunale del 2013. Questa circostanza, almeno per quest’anno, non dovrebbe portare il Comune fuori dal patto di stabilità. E mentre si lavora, l’archistar Rota, a cui si è affidata la Ccc, elaborerà il progetto esecutivo per il recupero del palazzo, da sottoporre alla sovrintendenza. Un passo indietro. Appena firmato il contratto, partirà la conferenza di servizi, nel corso della quale alla sovrintendenza sarà sottoposto il definitivo.

Riflessione. Una volta ricevuto l’ok, la Ccc procederà alla redazione del progetto esecutivo, per il quale serviranno sei mesi. L’approvazione consentirà di aprire il cantiere per l’intervento vero e proprio che porterà il Podestà ad ospitare gli uffici comunali. Da quel momento l’impresa avrà trenta mesi di tempo per concludere i lavori. Benedini avverte i colleghi di giunta: «Dobbiamo cominciare a ragionare sull’utilizzo degli spazi del palazzo, cosa che finora non abbiamo fatto. Dobbiamo decidere quali uffici comunali trasferirvi e in che sale».

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