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SCIOPERO DELLA FAME

«Fatemi vedere le mie figlie»

La protesta in strada del padre della bimba messa in lavatrice

Non ha lavoro, gira in bicicletta e dorme ai giardini . E adesso annuncia anche uno sciopero della fame. Viorel Cristea, 43 anni, romeno, padre della bimba messa in lavatrice dalla moglie e salvata in extremis da carabinieri e 118 il 9 ottobre del 2010, vuole solo una cosa: vedere le sue figlie di 14 e 17 anni, ospiti in una struttura protetta dal giorno del fattaccio avvenuto in una camera d’albergo al Trincerone. Cristea Viorel, condannato in primo grado a otto anni e sei mesi di reclusione, è stato successivamente assolto, sia pure con formula dubitativa, dalla Corte d’Appello di Brescia. La moglie, Mihaela Cristea, è tuttora in carcere dove sta scontando una pena di sei anni e otto mesi (10 anni quelli inflitti in primo grado). Ieri pomeriggio, con quasi 37 gradi, il padre della bimba finita in lavatrice e oggi affidata ad una famiglia si è piazzato con un cartello in piazza Mozzarelli, di fronte alla Gazzetta di Mantova, annunciando lo sciopero della fame perché i giudici da gennaio non gli fanno vedere le sue due figlie più grandi. «Sono innocente, sono un uomo libero – sottolinea Viorel – non capisco perché non posso vedere le mie figlie. Ho fatto domanda ma non me le fanno più vedere. L’ultima volta le ho incontrate a gennaio, quando ero ancora in carcere. E’ incredibile, mia moglie, ritenuta colpevole, le può invece vedere facendo richiesta al giudice. Io invece che sono stato assolto in secondo grado non lo posso fare. Non mollo, tutto questo è una grave ingiustizia». Nel tardo pomeriggio l’uomo è stato soccorso dal 118 e dai vigili e portato in ospedale per una visita.

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