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Nella Camera degli Sposi per firmare
la petizione a Napolitano VIDEO

L’iniziativa della Gazzetta: gli scrittori firmeranno una lettera per il Presidente Napolitano. «Chiediamo il Suo intervento perché le istituzioni sostengano i restauri». La petizione è stata firmata oggi, durante una visita straordinara alla Camera degli Sposi, anche da Simonetta Agnello Hornby

d3d3dMANTOVA.  La Gazzetta di Mantova entra nella Camera degli Sposi insieme alla scrittrice Simonetta Agnello Hornby, che ha firmato la petizione al presidente della Repubblica Napolitano per salvare gli affreschi del Mantegna. La petizione è stata sottoscritta da decine di scrittori, artisti e intelluettuali che che in questi giorni affollano Mantova per il Festivaletteratura. La Hornby nel vedere le ferite, anche nascoste, della Camera Picta ha commentato: "Mi piange il cuore, farò di tutto perché questo capolavoro dell'arte mondiale sia riconsegnato integro all'umanità".

L'APPELLO A  NAPOLITANO. Salviamo la Camera degli Sposi, il capolavoro del Mantegna, simbolo di Mantova nel mondo. E’ l’appello per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che la Gazzetta di Mantova propone a tutti gli scrittori del Festivaletteratura. Il grande evento culturale quest’anno ha come simbolo proprio Mantova ferita dal terremoto, il campanile di Santa Barbara con la cupola ingabbiata e il lanternino spezzato. La basilica è di nuovo visitabile e gran parte del Palazzo Ducale venerdì riaprirà al pubblico con un percorso ampio e interessante insieme alla mostra “Da Mantova a Württemberg: Barbara Gonzaga e la sua Corte”.

Ma proprio la Camera Picta nella quale Andrea Mantegna ritrasse Ludovico Gonzaga, la moglie Barbara del Brandeburgo e tutta la famiglia, dal 20 maggio è inaccessibile a tempo indeterminato che si teme sarà anche lunghissimo. Chiuso è tutto il castello di San Giorgio, al cui interno si trova la Camera degli Sposi.

Una ferita per la città Unesco, per la cultura, per il turismo e per l’economia.

La “camera più bella del mondo” è negata ai visitatori, a cominciare dagli ospiti del Festivaletteratura, scrittori che arrivano dalle Americhe e dall’Africa, dall’Europa e dall’Asia, felici di venire a Mantova anche per la visita che invece non potranno fare.

Ecco dunque la lettera della Gazzetta a Napolitano. Sarà distribuita, in italiano e in inglese, a tutti gli ospiti. Spiega che l’icona di Mantova patrimonio dell’umanità Unesco ha bisogno di essere restaurata e riaperta e chiede al Capo dello Stato il suo autorevole intervento affinchè «le Istituzioni sostengano con urgenza i restauri per la restituzione di questo capolavoro al mondo».

Ma perché la Camera degli Sposi è chiusa, come sta realmente? La sovrintendente ai beni artistici di Mantova, Brescia e Cremona, Giovanna Paolozzi Strozzi, lo ha spiegato alla Gazzetta.

«Purtroppo sta male, può benissimo guarire, ma deve essere curata. Dopo le due forti scosse del 20 e 29 maggio, abbiamo chiesto una verifica alla restauratrice Cerioti che se n’era occupata in passato. A occhio si notava un distacco di affresco in alto, dal quale scendeva una crepa molto sottile. Controllando è emerso che lungo la crepa per tutta l’altezza della sala e attorno ci sono decoesioni degli intonaci del muro che, non intervenendo, potrebbero condurre anche a distacchi dell’affresco». Un disastro nemmeno da voler immaginare. Pensate alle piccole bolle su una parete di casa, che a romperle vien giù l’intonaco di mezzo muro.

E queste decoesioni, spiega la sovrintendente, sono conseguenza del terremoto, visto che il controllo del 2011 evidenziò solo minuscole cicatrici di precedenti restauri.

L’esame ora va esteso a tutta la Camera Picta, spiega Paolozzi. Poi si interviene con microiniezioni di sostanze fissanti (collose) nelle decoesioni che la mano esperta individua dal rumore diverso (di vuoto) picchiettando delicatamente con le nocche il muro affrescato.

Ma se anche la Camera degli Sposi fosse a posto non vi si potrebbe entrare. Il castello di San Giorgio ha infatti riportato danni strutturali, per rimetterlo in sicurezza serve un impegnativo intervento di consolidamento indicato da ingegneri strutturisti.

La spesa totale per riaprire tutto il Ducale - sono chiusi il Castello e Cortenuova - potrebbe realmente aggirarsi sui 5 milioni di euro, come ipotizzato dopo il sisma. E’ quanto sta emergendo dai rilievi del prof. Paolo Faccio dello Iuav di Venezia e del suo staff. «Lo Iuav ha stipulato una convenzione con la direzione regionale dei Beni culturali e le sovrintendenze di Brescia e Mantova. A fine giugno, esaurendosi le scosse, il via ai sopralluoghi, tantissimi a settimana, in luglio e agosto».

La relazione finale con la stima dei danni è attesa entro settembre. Il 12 a Roma ci sarà un summit sui danni del terremoto al ministero con i sovrintendenti dell’Emilia e di Mantova. «Palazzo Ducale non è all’ordine del giorno, ma l’architetto Alberti ne parlerà e io mostrerò la Camera degli Sposi».

La sovrintendente Paolozzi Strozzi insiste sulla manutenzione di una reggia di 35mila quadrati con 900 stanze, piazze interne, giardini, uno dei musei più grandi d’Europa, secondo in Italia solo al Vaticano. «Chi ha una villa, ogni dieci anni, deve rivedere qualcosa. A palazzo Ducale da anni non ci sono i soldi. E pensare che la città rifiorì proprio quando palazzo Ducale fu restaurato grazie alla convenzione con il ministero dei Beni culturali nel 2000». Quella fra la ministra Melandri e il sindaco Burchiellaro. «Ma fu applicata a metà, poi i fondi del Lotto furono dirottati ad altri scopi. Sono cifre alte, però l’immagine simbolo di Mantova che si specchia nell’acqua è quella del Ducale. Non si può pensare di non controllare lo stato delle travi, dei muri, di solai e pavimenti». (maf)

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