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Fondi post terremoto. Emergono i dubbi dell’Emilia-Romagna

L’assessore all’agricoltura Rabboni freddo sulla proposta di stralciare i risarcimenti prima della suddivisione definitiva

GONZAGA. La Regione Emilia-Romagna non vede di buon occhio la possibilità di erogare i risarcimenti per il terremoto al settore agricolo prima della suddivisione percentuale tra le tre Regioni colpite.

Il subcommissario al terremoto della Regione Lombardia, Carlo Maccari, ha confermato le indiscrezioni trapelate mercoledì sera alla Fiera Millenaria di Gonzaga, che parlavano di un assessore emiliano-romagnolo molto freddo di fronte a una proposta che perveniva sì dalla Lombardia, ma che aveva il consenso dei Consorzi del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano. La risposta del ferrarese Tiberio Rabboni al collega del Pirellone, Giulio De Capitani, sarebbe stata, in pratica, questa: «Ci sono cose più urgenti delle quali parlare». Una frase interpretata come una prima bocciatura, anche se l’ipotesi non è del tutto tramontata.

L’ultima parola, infatti, spetta ai commissari delegati dal governo, vale a dire ai tre presidenti delle Regioni: Vasco Errani per l’Emilia-Romagna, Roberto Formigoni per la Lombardia e Luca Zaia (peraltro ex ministro dell’Agricoltura) per il Veneto. La decisione, quindi, sarà di natura politica, anche se alla base della richiesta lombarda ci sono motivi tecnici e, soprattutto, concreti.

Il terremoto ha colpito al confine tra tre regioni che, dal punto di vista agricolo, hanno reciproci collegamenti, con produzioni che sconfinano dalle singole realtà amministrative. Hanno avuto danni produttori di Parmigiano Reggiano lombardi, così come produttori di Grana Padano emiliani, ma hanno avuto danni anche caseifici lombardi cui viene conferito latte veneto. Per di più, se relativamente ai danni alle abitazioni civili e al patrimonio artistico, la percentuale attribuita alle singole regioni per i primi risarcimenti (95 Emilia-Romagna, 4 Lombardia, 1 Veneto) è sottostimata per la Lombardia, ma non in modo scandaloso, per il settore agricolo il rapporto è assai diverso, e c’è chi si spinge a dire che ci si avvicina alla metà.

In ogni caso, il 4% sarebbero briciole. Anche per questo Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio Grana Padano, ha sottolineato durante il convegno di Confcooperative che il via libera alla proposta di stralcio dei fondi (in tutto sarebbero 500 milioni di euro) prima della suddivisione definitiva, sarebbe stato il solo modo per consentire di agire in modo rapido e incisivo verso il ritorno alla normalità. Va detto che, rispetto all’Emilia-Romagna, le aziende mantovane hanno visto anticipati dalla Regione il 90% dei fondi Pac, ma questo non è un motivo valido per distribuire i fondi in modo poco equilibrato.

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