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Caos in stazione, arrivano i carabinieri

Le manutenzioni azzerano la Mantova-Verona per un pomeriggio. E il bus sostitutivo non è per tutti

Come due settimane prima alla stazione di Porta Nuova, sempre sulla stessa tratta, quando in più c’era stata la rivolta dei passeggeri. Ancora guai per i treni che collegano Mantova a Verona. Quella di domenica è stata una giornata nera: una serie di mezzi è stata spedita in manutenzione e così sono saltate cinque corse. Soppressi i viaggi per Verona delle 16.28 e delle 18.28 e quelli per Mantova di 15.30, 17.30 e 18.30. Ritardi oltre la mezz’ora anche in altri due casi.

A farne le spese in particolare è stata la settantina di persone che aveva scelto il regionale delle 18.28 diretto verso il Veneto. All’arrivo in stazione la prima amara sorpresa: classico avviso di cancellazione del treno sul tabellone elettronico che sta sopra alla biglietteria.

La voce diffusa dall’altoparlante sembrava avere buone notizie: da lì arrivava l’annuncio che nel piazzale esterno c’era un autobus ad aspettare i passeggeri, pronto a compiere lo stesso percorso del treno. Il messaggio non era mendace, ma la sua verità era incompleta perché la corriera c’era, ma aveva solo una ventina di posti a sedere. Dunque per una parte di passeggeri che se l’è potuta cavare ripiegando sull’autobus, un gruppo ben più folto è rimasto bloccato in piazza don Leoni.

A occuparsi di tenere i rapporti con i viaggiatori appiedati è stato un dipendente di Trenitalia, che ha assicurato l’imminente arrivo di un altro autobus per non scontentare nessuno. Ma di pullman non se ne sono visti per un bel pezzo. Nel frattempo i passeggeri hanno iniziato a tempestare il funzionario di domande: quando arriva l’autobus? E chi avrebbe dovuto prendere una coincidenza a Verona, ne troverà un’altra? «Non ci sono state date risposte – protesta una viaggiatrice – anzi, il dipendente di Trenitalia si è pure infastidito e ha chiamato i carabinieri accusandoci di aver ostacolato la partenza dell’autobus». E infatti a sorvegliare il piazzale della stazione è comparsa una pattuglia dell’Arma.

Tra una protesta e l’altra è trascorsa oltre un’ora senza che sul posto fosse arrivato il pullman promesso. E così non è rimasto altro che attendere il treno successivo, quello delle 20.28. Due ore oltre il previsto. Anzi tre, perché il mezzo è arrivato con 50 minuti di ritardo.

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