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Corsa ai fondi per gli agricoltori. I comuni terremotati salgono a 50

La lista cresce ancora: Provincia e Regione inseriscono Volta, Acquanegra e la zona dell’Oglio. Pronti contributi per tredici milioni di euro, avviata la pratica per lo stato di calamità

MANTOVA. Il cratere del terremoto? I quattordici Comuni mantovani più vicini agli epicentri, oppure i 34 individuati dal decreto sugli aiuti, o ancora di 41 del recente allargamento? Per il settore agricolo l’estensione vale su 50 municipi. In pratica tre quarti della provincia, escludendo solo parte dell’Alto Mantovano e dell’Asolano. Il riconoscimento è stato fatto dalla Regione su indicazione della Provincia e costituisce al momento la base per tre fonti di finanziamento: il riconoscimento di calamità naturale, il reindirizzamento del piano di sviluppo rurale (Psr) che vale 11 milioni e il credito di funzionamento erogato da Finlombarda (1.9 milioni).

Super danni nei campi

Da un lato, dunque, si assiste alla riduzione della platea degli aventi diritto agli aiuti, come il caso dei ticket sanitari che dal 12 settembre tornano ad essere gratuiti solo per i senza casa e i senza lavoro a causa del sisma. Dall’altro, si cerca di moltiplicare le fonti di finanziamento e di estendere la “coperta” delle zone terremotate. Come, appunto, l’agricoltura, per la quale ad esempio l’Emilia Romagna non ha fatto richiesta di ottenere lo stato di calamità. «D’altronde– spiegano i tecnici della Provincia – i danni subiti dal nostro patrimonio, 270 milioni, sono equivalenti a quelli dell’Emilia. Ma i fondi sono stati dai per il 95% là mentre a noi è spettato il 4%».

La relazione del 2 luglio

Già, i danni. I conti in campi e stalle sono stati fatti dal settore Agricoltura della Provincia di Mantova a poche settimane dalle tremende scosse del 20 e 29 maggio. La corposa relazione è stata inviata il 2 luglio in Regione. Secondo lo studio, i danni causati dall’eccezionale evento sismico si sono riverberati in 50 Comuni, 9 in più dell’estensione massima della zona terremotata riconosciuta dai decreti statali.

Ecco i nuovi comuni terremotati

L’allargamento riguarda Bigarello, Marmirolo, Roverbella e Goito nel medio Mantovano più Volta Mantovana nelle zone moreniche. Più a sud troviamo Bozzolo, Rivarolo Mantovano, San Martino dall’Argine e Gazzuolo nella valle dell’Oglio ed Acquanegra nella area del Chiese-Asolano. Comuni che si aggiungono ai 41 già individuati nel decreto “allargato”. Ma come si è giunti a questa nuova estensione?

Il ruolo delle associazioni

A promuovere le segnalazioni dei danni sono state generalmente, ma non in tutti i casi, le associazioni agricole che, nei drammatici giorni nei quali gli agricoltori erano alle prese con le proprie strutture danneggiate, si sono mossi per raccogliere le indicazioni. Queste sono confluite alla Provincia che, come ricordato, le ha inserite nella relazione inviata in Regione. In questa fase non sono stati fatti accertamenti. Tutte le segnalazioni sono state prese per buone. Le verifiche sono infatti rinviate alle fasi successive. Vediamole.

Calamità: pratica alla Ue

La Regione ha deliberato di chiedere la dichiarazione di stato di calamità naturale a causa degli eventi sismici. La delibera, corredata dai dati inviati dalla Provincia è stata inviata al ministero delle Politiche agricole. Nei giorni scorsi è stato fatto un ulteriore passaggio. La richiesta, fatta propria dallo Stato italiano è stata inviata alla Commissione europea che ne prenderà atto. La procedura a questo punto prevede che venga dichiarata ufficialmente la calamità. Gli agricoltori residenti in uno dei 50 Comuni avranno la possibilità di chiedere un contributo a fondo perduto sino all’80% del danno. Concretamente, nelle esperienze precedenti, non si è raggiunto, se non raramente il 30%.

Oltre 800 privati danneggiati

La superficie agricola interessata dal sisma è di quasi 103mila ettari coltivata prevalentemente a cereali e foraggio, oltre che pomodori da industria, barbabietole, orticole nonché cocomeri e meloni. Le richieste di danno sono state presentate da 27 cooperative (caseifici, cantine, magazzini ecc) e da 840 privati. Per questi ultimi, il danno alle strutture rurali ed alle attrezzature aziendali è stato stimato in 106mila euro, quasi 20mila quello per le coop, ai quali si aggiungono 9.500 euro di danni indiretti per la rimozione ed il recupero delle forme di grana e parmigiano cadute nei caseifici.

Ko due terzi del prodotto

Visto che la produzione lorda vendibile di vegetali per la zona ammonta a circa 214mila euro ed il danno è stato di 136mila euro, ne consegue un incidenza del 63.34%, ovvero due terzi. Altri 123 milioni di euro sono i danni per i prodotti immagazzinati, con una perdita di 94 milioni dopo aver recuperato le forme danneggiate. Circa 40mila euro, infine sono stati lamentati dai 4 Consorzi di bonifica che operano nelle zone colpite dal sisma.

I nuovi finanziamenti

Oltre alla declaratoria della calamità, altre due pratiche dedicate all’agricoltura prendono come “platea” quella allargata a 50 Comuni. Si tratta del Piano di sviluppo regionale (Psr), o misura 121, che è stata reindirizzata sui Comuni terremotati. La disponibilità è di 11 milioni. Anche il bando per il «credito di funzionamento» è stato sospeso per gli altri Comuni lombardi e dedicato esclusivamente a quelli danneggiati. In questo caso la dote finanziaria è di 1.9 milioni. Infine altri 11 milioni regionali sono a disposizione delle attività produttive.


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