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Terremoto: l’Ue stanzia 670 milioni, Mantova ne chiede 54. La Commissione europea sblocca il fondo di solidarietà

È la cifra più alta mai erogata. Alla Lombardia riconosciuto l’8 per cento dei danni

MANTOVA. La Commissione Europea stanzia 670 milioni per le regioni italiane colpite dal terremoto. La Lombardia ne rivendica l’8% per il Mantovano (circa 54 milioni), in linea con la quota di danni riconosciuta in sede europea. Le risorse potranno essere impegnate per coprire gli enormi costi di ripristino delle infrastrutture essenziali e di fornitura di alloggi e di servizi, e per proteggere il patrimonio culturale. A dare la notizia dello sblocco dei fondi europei è lo stesso commissario per la Politica regionale Johannes Hahn, che lo scorso giugno era venuto nei luoghi del sisma.

«Dobbiamo aiutare questa zona altamente produttiva a rimettersi in piedi - ha detto Hahn, ricordando che l'aiuto è il maggiore mai erogato dal fondo di solidarietà dell’Unione europea da quando è stato istituito nel 2002 e riflette l'entità dei danni provocati da questo terremoto a migliaia di famiglie, alle loro case, ai loro mezzi di sostentamento e all'economia della regione in generale».

Le autorità italiane nella loro domanda avevano indicato danni diretti per 13,3 miliardi, tre in più rispetto a quelli del terremoto in Abruzzo nel 2009. Il commissario Hahn si è detto fiducioso sull'erogazione dei fondi «entro la fine dell'anno, al massimo all'inizio dell'anno prossimo, dopo l'approvazione di Consiglio e Parlamento Ue, con una procedura più veloce del solito perché siamo impegnati su questo».

Per il vicepresidente della Commissione, Antonio Tajani, si tratta di una decisione «molto positiva, giunta in tempi rapidi che dimostra come l'Europa sia vicina ai cittadini che hanno bisogno del suo sostegno».

Grande sospiro di sollievo per Vasco Errani, presidente dell’Emilia-Romagna e commissario delegato per la ricostruzione: «Voglio ringraziare la Commissione europea, in particolare il commissario per la politica regionale Johannes Hahn e il vicepresidente Antonio Tajani, per l'importantissimo contributo a favore della nostra regione e delle altre zone colpite dal sisma, frutto di una collaborazione e di un lavoro svolti insieme al Dipartimento nazionale della protezione civile con le Regioni. L’Europa - aggiunge Errani - ha riconosciuto l'importanza strategica della nostra regione per tutta l’economia italiana,valutando con la necessaria gravità i danni provocati dalterremoto a migliaia di famiglie, imprese, beni culturali. Sapremo gestire questi fondi, come ogni risorsa destinata alla ricostruzione, con la trasparenza e l'efficienza necessarie in questa difficile fase per la nostra comunità».

Un impegno a fare molto presto per deliberare l’erogazione dei fondi è stato preso da Francesca Balzani, europarlamentare Pd, che in qualità di relatrice del bilancio europeo 2012 rappresenterà il Parlamento europeo nel negoziato con Consiglio e Commissione perla modifica del budget necessaria per erogare i 670 milioni. Il primo incontro fra le tre istituzioni europee, informa la Balzani in una nota, è già stato fissato per il 17 ottobre.

«Farò il possibile per ottenere il massimo per le zone terremotate, la cui economia è fondamentale per l’Italia e che racchiudono una notevole parte del patrimonio culturale nazionale» ha affermato la parlamentare.

Una proposta su come investire i fondi per il Mantovano, arriva subito dal parlamentare del Pd Marco Carra: «Che la Commissione europea abbia proposto la cifra di 670 milioni di euro per la ricostruzione post terremoto in Emilia Romagna, Veneto e Lombardia è un'ottima notizia - commenta Carra sottolineando così che l'Europa non è un’entità astratta - che alle zone terremotate mantovane possa essere destinato l'8% della cifra - continua il deputato del Pd - conferma che la ripartizione del fondo nazionale (che prevede il 4% per Mantova) rappresenta l'inadeguatezza e l’incapacità di Formigoni nelle relazioni istituzionali, oltre alla superficialità con cui ha affrontato la nostra emergenza. Tra gli interventi contemplati da Bruxelles ci sono le infrastrutture e su questo fronte - aggiunge il parlamentare mantovano - ritengo che la priorità per la nostra provincia debba essere il ponte di San Benedetto Po, sulla base dei progetti che gli enti locali produrranno, che sia la riqualificazione della struttura esistente o la realizzazione di una nuova».


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