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Il titolare della Crai a processo per un infortunio

GOITO. È stato rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio colposo, il legale rappresentante della ditta di costruzione macchine agricole Crai di Goito, per un infortunio mortale accaduto in...

GOITO. È stato rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio colposo, il legale rappresentante della ditta di costruzione macchine agricole Crai di Goito, per un infortunio mortale accaduto in provincia di Vicenza.

L’incidente avvenne nella tarda serata dell’8 marzo del 2010. Gino Bortollon, 39 anni, residente a Mussolente con la moglie e i figli, capoturno al megadigestore di via dei Tulipani, poco prima delle 22 cercò di risolvere un inceppamento del “rivolta cumuli”, macchinario che si muove su delle lunghe corsie sulle quali è sparpagliato il compost e che grazie ai suoi rulli smuove il terriccio fino a quanto, terminata l’ossigenazione, diventa humus. Con sè aveva il radiocomando che aziona il macchinario: una volta liberato l’ostacolo, il “rivolta cumuli”, capace di stritolare pesi notevoli, entrò in funzione e risucchiò il capoturno, che morì all’istante. La procura aprì un’inchiesta e riscontrò diverse irregolarità. Il macchinario, in particolare, non era provvisto di idonei sistemi di sicurezza che lo bloccassero, finché un operaio era nelle vicinanze. E mancava un’adeguata formazione dei dipendenti e serie procedure di sicurezza.

A processo andranno tutti i vertici di Etra, la società che gestisce il digestore, oltre a Enzo Cremonesi, legale rappresentante della Crai di Goito. Per tutti, l’accusa è di omicidio colposo.

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