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Due giovani donne raccontano la storia dell’ex Jugoslavia

Djerkovic e Uson mescolano benissimo il reale al verosimile In “La figlia” spunta la figura del generale Ratko Mladic

Due giovani donne, attraverso le loro esistenze, raccontano anche la storia europea e in particolare quella della ex Jugoslavia. Ma al di là delle due protagoniste, nei libri di Tijana M. Djerkovic e Clara Uson colpisce la riuscita ed efficace commistione di reale e verosimile che produce due opere letterarie di grande valore. Tijana M. Djerkovic è nata a Belgrado e vive in Italia dal 1987; traduttrice e scrittrice ha scelto di affidare la storia di Arianna, erede naturale di una famiglia di maschi, alla sua seconda lingua madre. Forse per porre una distanza almeno linguistica alle vicende della sua famiglia, dall'impero asburgico sino ai giorni nostri, ma anche perché il suo talento maneggia perfettamente l'italiano e le sue tante sfumature. E la storia della ricerca di fortuna dei maschi della famiglia montenegrina, dalla Germania all'Alaska agli Stati Uniti, si arricchisce di un linguaggio vivo e raffinato, pieno di frasi da sottolineare e ricordare e di espressioni spesso originali ed efficaci. Con al centro il tema della nostalgia: "Aveva capito… che la terra migliore era la terra natia. E' l'unico luogo dove ti riconoscono anche gli alberi, dove il sentiero accoglie i tuoi passi, dove l'aria ha il profumo delle erbe che guariscono; è l'unico luogo che pianga la tua assenza alla conta dei vivi, degli assenti e dei morti. Solo lì sei il figlio di tuo padre, e l'erede della sua tradizione. Altrove sei uno dei tanti figli della sopravvivenza, che è una madre spietata". La figura paterna accomuna ulteriormente i due romanzi: entrambi amatissimi dalle figlie, è il poeta Vladirim Djoerkovic quello di Arianna, il potente generale Mladic quello di Ana, ventitreenne protagonista del romanzo della catalana Clara Uson, considerata una della maggiori scrittrici contemporanee. Ana è la figlia che tutti i genitori vorrebbero avere: estroversa, allegra, brillante, è la migliore alunna del corso di medicina a Belgrado, è amata da tutti. La incontriamo a Mosca, dove con un gruppo di amici, decide di svagarsi per qualche giorno, magari fingendosi italiana, facendo nuove conoscenze e confrontandosi spesso con gli altri sulla situazione del suo paese. Quando torna a casa Ana è cambiata. E' triste e taciturna e decide di porre fine alla sua vita con ma modalità estremamente simbolica. Cosa può essere successo alla brillante figlia del generale Ratko Mladic? Ana ha visto l'altra parte del padre adorato: quello che per lei è un eroe e un genitore premuroso, per tutti gli altri è un criminale responsabile dei maggiori eccidi del dopoguerra. Passato e presente si fondono regalando ai lettori due figure letterarie difficili da dimenticare.

. Simonetta Bitasi

Tijana M. Djerkovic, Inclini all'amore, Playground

Clara Uson, la figlia, Sellerio (traduzione di Silvia Sichel)

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