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Nicola di Quistello brilla allo show “ Io Canto”

Tredici anni e già un curriculum robusto alle spalle, Nicola Paltrinieri entra nella squadra di Claudio Cecchetto grazie all’interpretazione del brano “Il vecchio e il bambino”. La sfida continua su Canale 5

QUISTELLO. «Sembra che tu abbia cantato Guccini tutta la vita» lo lusinga Claudio Cecchetto. Indicando se stesso come il vecchio e additando lui come il bambino. “Il vecchio e il bambino” appunto. Prodigio, verrebbe da aggiungere, se non fosse che la formula è ormai abusata e, a 13 anni compiuti, Nicola Paltrinieri s’affaccia ormai all’adolescenza. Sotto i riflettori, poi, è così innocentemente disinvolto da strappare anche il consenso di Gerry Scotti. Senza malizia, tirando fuori una voce che sorprende con la sua matura freschezza.

Succede alla quarta edizione di “Io canto”, talent show a misura di piccoli, grandi artisti (in onda la domenica in prima serata su Canale 5). Nicola da Quistello si presenta alla seconda puntata, giocandosi un posto in squadra contro Chiara e Dario (bravi pure loro). La scelta tocca a Cecchetto, generoso di complimenti per tutti ma lesto ad assicurarsi Nicola. Intervistarlo è impossibile, lo vieta il regolamento del programma.

A rispondere per lui è papà Stefano, che a Quistello gestisce il bar gelateria Marchesi (mamma Milena, invece, lavora al Comune di Concordia). Confessa Stefano l’emozione di vedere il suo Nicola in tivù e riferisce di «un successo inaspettato», non perché dubitasse della stoffa del figlio. Solo che aveva sentito anche gli altri concorrenti. Della serie, «prendila come un gioco». Sì, ma quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E Nicola è tosto, tenace, determinato. Cresciuto a pane e musica, ha cominciato a studiare canto e chitarra acustica a 9 anni, incoraggiato dai suoi maestri Renato Giorgi e Ylenia Bosi. Giovedì è suonata la campanella del suo primo giorno di scuola superiore. Liceo musicale Isabelle d’Este, of course.

Tredici anni appena, ma un curriculum già robusto: nel 2010 trionfa al concorso internazionale under 40 “Io vagabondo” dedicato ad Augusto Daolio. E l’anno successivo apre il concerto dei Nomadi al XIX tributo ad Augusto. Nel 2012 anche la sua quotidianità spensierata deraglia nell’ansia da terremoto, che Nicola riesce a elaborare in musica. Cantata sul palco di Castrocaro, “Il mondo che verrà” diventa anche un video girato tra le macerie di Concordia.

Domanda: ma com’è che un ragazzo di 13 anni è tanto patito di Guccini e dei Nomadi? Risponde papà Stefano che il figlio è venuto su ascoltando le loro canzoni. Contagiato dalla passione di famiglia («ma noi non gli abbiamo imposto nulla»). Buon sangue. E adesso l’avventura continua su Canale 5.

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