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Burgo, un monumento da salvare
Operai e Mac raccolgono le firme
Firma l'appello degli operai e di Mac

La Cartiera Burgo di Mantova è un monumento dell’architettura contemporanea e come tale va tutelata. Da sabato 5 ottobre partirà nella sala mensa della cartiera, ferma da febbraio, una raccolta di firme per far sì che lo stabilimento progettato da Pier Luigi Nervi venga sottoposto a un vincolo di tutela e salvaguardia. La petizione è indirizzata a tutta la collettività nazionale con in testa Mantova  e il suo territorio. INAUGURATA LA MOSTRA DI 20 ARTISTI

MANTOVA. La Cartiera Burgo di Mantova è un monumento dell’architettura contemporanea e come tale va tutelata: è chiaro che i lavoratori che hanno perso il posto, sognano ancora che l’attività riprenda con il cartoncino da imballaggi invece delle bobine di carta da giornale, ma qualunque destino incomba davvero, la “fabbrica sospesa” di Pier Luigi Nervi - dicono oggi insieme al Mac - deve restare nel panorama di Mantova, e non soltanto nello skyline del lago di Mezzo, ma proprio come edificio industriale innovativo, il cui il tetto è un ponte tenuto su da grandiosi cavalletti, in modo da lasciare liberi da pilastri i quasi 200 metri dell’impianto a carro mobile per la produzione della carta.

d33dUn’invenzione di Pier Luigi Nervi del 1961 ben illustrata insieme alla tecnologia costruttiva - pure da lui ideata - durante la mostra su di lui, inaugurata l’8 settembre 2012 a Palazzo Te, proprio pochi mesi prima della chiusura dell’azienda. Per prevenire il degrado, o addirittura il crollo a pezzi della fabbrica, la demolizione o anche solo la parziale distruzione per “farne altro” sarà dunque chiesto il vincolo, la tutela delle Belle Arti. Della domanda si sta occupando l’architetto Eristeo Banali.

«L’idea è nata discutendo con l’artista Loredana Pasini, Giampaolo Franzini della Rsu e altri operai della Burgo, mentre si definiva il progetto della mostra del 5 ottobre. Già la nipote di Nervi, Elisabetta, aveva dichiarato alla Gazzetta di Mantova, che bisognava prepararsi anche all’eventualità peggiore. E aveva citato esempi in cui le opere del progettista italiano tra i più famosi al mondo, sono state snaturate una volta persa la funzione originaria. Abbiamo così deciso di muoverci per ottenere il vincolo e abbiamo contattato anche il nipote di Nervi, Marco con la moglie Elisabetta». Lei era stata la curatrice della mostra alle Fruttiere di Palazzo Te, alla cui inaugurazione c’era Marco, funzionario della Commissione europea a Bruxelles.

Cos’è la tutela? Viene stabilita dal ministero dei Beni culturali e prevede che l’edificio vincolato non possa essere modificato senza l’autorizzazione della Sovrintendenza che valuterà i progetti di ristutturazione. Il riutilizzo anche con altra destinazione è possibile, ma bisogna conservare la percezione dell’opera nella sua originalità e originarietà. Il vincolo, per gli edifici pubblici, fino al 2004 scattava automaticamente dopo 50 anni in base alla legge del 1039, e oggi il limite è di 70 anni. Per gli edifici privati, è stabilito indipendentemente dall’epoca, a giudizio della Sovrintendenza, alla quale può essere suggerito da qualunque cittadino italiano che motivi la sua proposta.

La raccolta di firme. Operai Burgo e Mac, dunque, hanno deciso di chiedere la tutela della cartiera di Nervi, ma la domanda verrà presentata con una raccolta di firme che inizierà alla mostra degli artisti per la Burgo il 5 ottobre in sala mensa e proseguirà con iniziative e banchetti in provincia, oltre che in centro storico a Mantova. «Ho preso contatto con Milano - racconta Banali - che mi ha indirizzato all’ufficio vincoli della Sovrintendenza di Brescia, dove la dottoressa Maria Grazia Mori si è mostrata molto collaborativa e direi confortata che la città si muovesse a difesa di un’opera di un autore di chiara fama internazionale. La stessa condivisione che abbiamo avuto dagli eredi di Nervi».

Opera d’arte di Nervi. Anche una fabbrica può essere un capolavoro di architettura, come sono state stazioni, ponti, centrali elettriche, fornaci d’argilla, padiglioni di esposizioni. E la Burgo sicuramente lo è. Nervi è celebre per l’aula “Paolo VI” delle udienze in Vaticano, lo stadio di Firenze, la sede Fao a Parigi, e tante altre opere dall’America all’Australia. Insieme a Giò Ponti (il Pirellone a Milano) è stato uno dei progettisti italiani di livello internazionale che hanno dato un volto al Boom economico.

La domanda. Una scheda che descrive l’opera da tutelare è stata già preparata. Spiega che nel 1960 le cartiere Burgo dovevano costruire una nuova fabbrica per l’eccezionale macchina appositamente costruita dalla Beloit Italia per trasformare la pasta di legno in carta da giornale. «In questi anni si raggiunge il punto di massima convergenza tra ingegneria ed architettura e in Italia si distinguono figure, di fama mondiale, come Morandi e Musmeci, oltre a Nervi». Ma nella domanda, firmata insieme da operai Burgo e Mac, si ricorda anche il valore “immateriale”: quel patrimonio di solidarietà, vita comune e rispetto per il lavoro della prima fabbrica mantovana, che ha espresso il carattere di una comunità.

Renzo Piano, Rogers e Botta. Per sostenere l’iniziativa, sono stati contattati anche grandi nomi dell’architettura contemporanea. Mario Botta, che ha disegnato il Mart di Rovereto - ospite dell’ultimo festivaletteratura - e la coppia Richard Rogers-Renzo Piano, vincitori del bando più importante mai lanciato dalla Francia, autori del centro Pompidou a Parigi, il famoso Beabourg, che - aperto al pubblico dal 1977 - ha cambiato l’idea di museo nel Novecento.

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