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Il sì vince in 3 comuni su 4

Affluenza al 26%. Via libera da San Giorgio, Virgilio e Borgoforte, Bigarello dice no

MANTOVA. Il sì alle fusioni prevale in tre comuni su quattro. Chiara l’indicazione a Virgilio e Borgoforte, entrambi risultati favorevoli al “matrimonio”. Netta anche l’adesione di San Giorgio mentre il no ha prevalso di misura a Bigarello (579 contro 514 favorevoli). Il referendum consultivo voluto dalla Regione per avere indicazioni dirette dai cittadini in merito alle nuove unità territoriali dà alla fine indicazioni contrastanti che starà al Pirellone dipanare nei prossimi mesi.

Intanto la bassa affluenza, appena il 26,21% degli aventi diritto. Alle urne erano chiamati 20.733 elettori. Se ne sono presentati 5.434, poco più di uno su quattro. Se Milano voleva avere indicazioni chiare dai cittadini in merito alla loro volontà di fondersi le ha ricevute da una sparuta pattuglia di cittadini che però complessivamente si è espressa al 70% per il sì.

Poi l’indicazione uscita da Bigarello, l’unico dei quattro Comuni che ha bocciato la fusione. Si tratta, come per Borgoforte, di un comune spaccato a metà dove i no hanno prevalso per poco più di 60 voti, tutti concentrati nel seggio di Gazzo, Bigarello e Bazza (mentre i sì si sono imposti per 22 voti a Borgoforte). Inoltre se si sommano i sì dei cittadini della nuova entità territoriale Bigarello-San Giorgio che potrebbe nascere, la maggioranza dei cittadini si è espressa a stragrande maggioranza (70%) in modo favorevole alla fusione.

Un rebus dunque, che la Regione dovrà sciogliere entro la prossima primavera. Considerando che erano 19 le nuove entità chiamate in questo referendum-day in Lombardia e 120mila gli elettori, Milano dovrà stabilire una regola uguale per tutti. Sinora, infatti, nelle due fusioni avvenute, il Pirellone si era comportato in modo non univoco, approvando, ad esempio, una fusione bocciata dal referendum locale.

«Sono soddisfatta del fatto che sia venuta tanta gente – dice Barbara Chilesi, sindaco di Bigarello –. Il fatto che ci sia così poca differenza fra il sì e il no ci lascia nell’indecisione. A questo punto la palla torna nelle mani della Regione che mi auguro dia corso alla fusione, visto che in ogni caso il 70% dei cittadini nei due comuni si è espresso per il sì». Per il sindaco di San Giorgio Damiano Vicovaro «è una sconfitta clamorosa del comitato del no: avevano dichiarato di avere raccolto oltre 900 firme a Bigarello, ma hanno raccolto nemmeno 600 voti. Considerando complessivamente il voto, ha vinto complessivamente il sì per 70%. »

Più tranquilla la fusione fra Borgoforte e Virgilio, in questo caso tutte e due le comunità si sono espresse in modo sincrono per il sì.

«Piena soddisfazione perché è stata una cosa non nata per caso – dice il sindaco di Virgilio Alessandro Beduschi –. Del resto siamo assieme da più di dieci anni. Il territorio ha capito, molti addirittura lo davano per scontato e non sono venuti alle urne. La fusione è una cosa fisiologica, figlia della crisi, ma ampiamente sedimentata dalla collaborazione massima fra amministratori e lavoro di squadra. Nel nostro Comune era nato un comitato civico per il no, ma le cui motivazioni non erano concrete. E la gente ha capito».

«Sono abituato ai gol nei minuti di recupero, sono un milanista – attacca scherzando il sindaco Giancarlo Froni (Borgoforte) –. È stata una vittoria al fotofinish. Non mi aspettavo una prevalenza del no nel capoluogo in questa misura, ma forse hanno prevalso delle paure, soprattutto negli anziani. Ora attenderemo il pronunciamento della Regione».

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