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1664-2014 La Gazzetta nella storia
350 anni di notizie e fiducia

E’ iniziato il conto alla rovescia per il nuovo anno. Il 2014 per la Gazzetta di Mantova sarà speciale: il quotidiano più antico d’Italia, fondato nel 1664, festeggia i 350 anni di vita...

E’ iniziato il conto alla rovescia per il nuovo anno. Il 2014 per la Gazzetta di Mantova sarà speciale: il quotidiano più antico d’Italia, fondato nel 1664, festeggia i 350 anni di vita. Una storia straordinaria che sarà ripercorsa in una mostra a settembre. È un traguardo importante per il giornale, per i mantovani e per il mondo dell’editoria.

Dai Gonzaga al web, dall’officina dei fratelli Osanna - tipografi ducali - fino alla cooperativa Citem che nello stabilimento di Valdaro stampa anche altri quotidiani del gruppo L’Espresso e Repubblica. L’avventura iniziata in un giorno di giugno del 1664 prosegue dopo guerre, rivoluzioni e cambi di proprietà.

Le prime copie avevano il formato di ventiquattro centimetri per sedici e mezzo, in testa il nome della città e la data, poi sulle quattro facciate le notizie più recenti (si fa per dire) scritte a tutta pagina e divise a loro volta dall’indicazione del luogo e del giorno di provenienza.

È difficile per chi non è nato qui capire il rapporto tra i mantovani e la Gazzetta: a volte morboso, sempre intenso, di reciproco rispetto. Le definizioni più gettonate: la preghiera laica del mattino, l’abitudine diventata un rito come il caffè, l’amica bagolona. Forse la più azzeccata è nel titolo del libro dell’ex direttore Giuseppe Amadei: “Il giornale dei mantovani”. In poche parole c’è tutto. Per chi è cresciuto in questa redazione fa impressione misurarsi con la sua storia: la Gazzetta che alla fine del 1600 racconta i viaggi degli ambasciatori, le scorribande dei corsari nella laguna di Venezia, le fortune di re e imperatori. E ancora nel 1770 il concerto di Mozart al Teatro Bibiena, nel 1789 la presa della Bastiglia, nel 1851 la condanna a morte di don Giovanni Grioli, uno dei martiri di Belfiore. È la stessa Gazzetta che interrompe le pubblicazioni nel 1919-1920, quando nasce la Voce di Mantova (organo ufficiale del partito fascista), e torna dopo la seconda guerra mondiale.

Dal 1946 fino a oggi ha continuato a seguire la vita dei mantovani: le alluvioni del 1951 e del 1976, la morte di Tazio Nuvolari nel 1953, la strage a Guidizzolo del 1957 che decretò la fine della Mille Miglia (con la cronaca memorabile di Paolo Ruberti), la giornata di Gronchi e De Gaulle a Cavriana e Solferino nel 1959, il Mantova promosso in serie A nel 1961, la visita del Papa a Mantova e a Castiglione nel 1991, il presidente Ciampi in redazione nel 2002, il terremoto del 2012. L’elenco sarebbe interminabile. C’è un filo conduttore che resiste alle mode e alle intemperie: la fiducia dei lettori. Oggi la Gazzetta, di proprietà del gruppo L’Espresso, è un giornale moderno sia nell’edizione cartacea che in quella online, che dialoga con il pubblico attraverso internet e i social network, propone inchieste e video. Ed è motivo di orgoglio pensare ai colleghi che sono passati dalla sede di via Fratelli Bandiera 32 e che ora sono direttori, inviati di Repubblica, Stampa, Corriere della Sera, Rai.

La Gazzetta è anche una scuola di giornalismo, oltre che una pietra angolare dell’editoria.

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