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I mafiosi al telefono: "Viadana è in mano nostra"
Non autorizzato il sit-in di protesta

I mafiosi al telefono: "Viadana è nostra". Questa frase è al centro di una intercettazione del servizio di analisi criminale Girer, Gruppo interforze per la ricostruzione dell'Emilia Romagna. L'intercettazione è del 2006 e la Direzione Distrettuale Antimafia (Dda)identifica l'attuale assessore del comune di Viadana, Carmine Tipaldi, come una delle persone citate dai mafiosi.Il sindaco Penazzi esprime solidarietà al suo assessore. Intanto è saltata la manifestazione di protesta davanti al Comune organizzata nel pomeriggio dai Cinque Stelle: non è stata autorizzata. Il Pd è in imbarazzo

d3ed3VIADANA. «Ci possono dare 30, 40, 50 anni che importa? Ormai Viadana è nostra». Parola di Nicola Lentini. Siamo nel maggio del 2006 e il giovane, oggi in carcere, era già, a 22 anni, l'astro nascente della ’ndrina di Isola di Capo Rizzuto. Quella sera è proprio a Viadana con alcuni amici. Dall'altra parte del filo, a Cutro, c'è Luigi Morelli, puledro già svezzato dai capibastone della ’ndrangheta. I due non sanno di essere intercettati dalla task force della Dda, che sta accerchiando le cosche del Crotonese. O forse lo immaginano, ma la loro sfrontatezza non ha limiti. Quella sera di marzo, Lentini non è solo: lo dice chiaro al telefono. Tra gli amici, cita un certo Carmine, “Pizzimenti”, il figlio di Santo.

Il testo dell'intercettazione, che è agli atti del faldone dell’operazione Pandora, è trascritto in un documento ufficiale, che il servizio analisi criminale del Girer, il gruppo interforze per la ricostruzione dell'Emilia Romagna, ha inviato il 21 marzo dell'anno scorso alle Prefetture di Mantova, Modena e Reggio, nell'ambito dell'accesso alla white list per le aziende che operano nelle zone terremotate. Le Prefetture avevano chiesto al ministero dell'Interno, come è prassi, il monitoraggio della società Tipaldi costruzioni srl, ditta dell’assessore ai servizi sociali del Comune di Viadana, per inserirla nella white list, l'elenco delle aziende pulite a cui attingere per gli interventi di ricostruzione.

e3E il ministero risponde: una relazione di sei pagine, che comprende l'elenco dei dipendenti della ditta di via Circonvallazione Fosse, tra cui figurano alcuni curricula non proprio immacolati, e l'intercettazione della telefonata tra Lentini e Morelli. Alla fine della trascrizione del testo, viene stilato l'elenco dei personaggi: secondo gli investigatori, “Pizzimenti” sarebbe identificabile in Carmine Tipaldi, figlio di Santo, nato a Crotone il 24 maggio del 1972, emigrato a Viadana il 3 maggio del 1993.


Dopo due settimane dalla telefonata intercettata, cioè il 28 e il 29 maggio, come sta scritto nella relazione, a Viadana si tengono le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale, dove Carmine Tipaldi sarà il consigliere più votato, con 316 preferenze. «Viadana è nostro»: da quando? Le indagini relative all'operazione Pandora delineano il traffico delle attività delle cosche dei Nicoscia e degli Arena, padroni di Isola di Capo Rizzuto, di cui gli investigatori seguono il percorso delle ramificazioni in Lombardia e in Emilia.

Gran parte delle risorse finanziarie, si legge negli atti del processo, provengono da imprenditori che stanno facendo fortuna al Nord, nei settori degli appalti pubblici, degli autotrasporti e nell'edilizia privata. Un'economia legata all'usura e alla pratica delle false fatture. Nel Viadanese, già prima del 2000, bazzicano soggetti «di profonda caratura criminale».

Siamo nella primavera del 2006 quando Lentini viene intercettato nella conversazione con Morelli, alias Pinguino. Nicola, per dare altre pennellate al personaggio, è figlio di Paolo Lentini, alias Pistola, storico sicario degli Arena, ritenuto killer e contabile della cosca. Un altro signore citato nella conversazione è Giovanni U Giannuzzu, del 71, sposato con Daniela Arena.

La trascrizione dell'intercettazione riporta i saluti da parte di “zio Tonino”: «Sarò sempre al suo fianco» e l'invito di Nicola a raggiungerlo a Viadana, «ti pago io il viaggio» «c'è Tonino Muto a disposizione». Nicola racconta la serata «abbiamo mangiato, bevuto e fatto». Fino alla dichiarazione di vittoria: «Gisellè, qua Viadana è nostro. Ora ci possiamo prendere 30, 40 e 50 anni,l’ergastolo, ma Viadana è il nostro». Secondo i riscontri della Dda, Lentini a Viadana aveva l’ordine di controllare gli affari della cosca. Affari, che, stando alle sue parole, stavano già andando a gonfie vele, nel 2006.


Otto mesi dopo, in novembre Nicola Lentini e Luigi Morelli verranno arrestati nell’operazione Pandora, che spedisce in carcere 37 persone presunti affiliati ai clan Nicoscia e Arena di Isola Capo Rizzuto e dispone il sequestro di beni mafiosi per 40 milioni di euro, proventi da traffico di stupefacenti ed estorsioni reinvestiti nel settore edilizio. Nel 2009 il giovane Nicola sarà condannato a 17 anni di carcere, riconosciuto colpevole (con l'aggravante mafiosa) del tentato omicidio di Vincenzo Riillo, ferito in un agguato l'11 aprile 2006 ad Isola. Una condanna che la Corte d'appello, l’anno scorso, ha ridotto a 13 anni.

ddd L’anno dopo Nicola verrà condannato pure a sei anni in primo grado nell'ambito dell'operazione antimafia Ghibli, in cui finisce anche Morelli, condannato a sei anni poi ridotti a 4. Con questi personaggi che catturano la scena della relazione del Girer, la Prefettura dà comunque l’ok all'inserimento della ditta Tipaldi nella white list.

Gli elementi emersi nelle sei pagine non vengono ritenuti sufficienti ad escluderla. Un ricorso della ditta sarebbe difficilmente affrontabile, in quanto l'assessore-imprenditore non è stato incriminato, a suo carico non figurano accuse né denunce: la Prefettura dà il via libera e dà un colpo di spugna ai sospetti sull'assessore. Ma su quella frase,«Viadana è nostro» pronunciata da un affiliato della cosca Arena, qualcuno deve dare delle risposte.

IL CASO DELLE INFILTRAZIONI HA SPACCATO IL PD

A novembre il caso ’ndrangheta ha rischiato di spaccare il Pd mantovano, con un documento firmato dall’ex candidato alla segreteria del Pd, Luca Odini e dalla referente della lista che lo aveva sostenuto alle primarie, Fiorenza Brioni. La carta evidenziava presunte irregolarità e paventava il rischio di iscrizione al partito di «persone collegabili con ambienti 'ndranghetisti» con riferimenti alla situazione viadanese. Il documento irrita il circolo democratico viadanese che lo aveva avuto tra le mani, come molti altri esponenti del partito. In un lungo documento di risposta, il circolo viadanese minaccia un'azione legale «che ponga fine nella certezza a questo clima di denigrazioni vergognose e altre porcherie a più livelli sollevate».

La nota, firmata dal segretario di circolo, Fabrizio Nizzoli e dai componenti del direttivo, chiede alla segretaria provinciale Forattini un chiarimento generale e diretto. Nizzoli esclude che fra gli iscritti al circolo vi siano infiltrazioni della 'ndrangheta e chiede alla segretaria di convocare urgentemente un'assemblea di tutti gli iscritti di Viadana.
Una querela, però, è già in arrivo per l'esponente del Pd, Claudio Meneghetti, autore di ricerche sulle infiltrazioni della ’ndrangheta sul territorio mantovano. A dare mandato a un avvocato di depositare una querela per diffamazione nei suoi confronti sono il sindaco di Viadana Giorgio Penazzi, e l'assessore Carmine Tipaldi. Meneghetti aveva inviato lo scorso aprile una nota riservata alle commissioni di garanzia provinciale, regionale e nazionale del Pd per segnalare il legame parentale tra l'assessore (imprenditore edile di professione) e i Tipaldi di Isola di Capo Rizzuto «legati alla 'ndrina degli Arena». Meneghetti precisava che sull’assessore non ci sono indagini ma si richiamava ad un principio di “precauzione”.

Un mese dopo l'esponente Pd viene a conoscenza dell'esistenza del rapporto del Girer relativo all'accesso alla White list della Tipaldi srl inviato alle Prefetture di Mantova, Modena e Reggio Emilia, in seguito al quale la Tipaldi è stata inserita nell'elenco delle ditte pulite. Ma alla richiesta di poter visionare la carta, in quanto querelato, il prefetto dà risposta negativa. Il documento protocollato con la sigla Mi-123-U-Girer-1-2013 -87 resta chiuso a palazzo di Bagno.

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