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Dopo il tartufo il miele nuova risorsa

BORGOFRANCO. “Ape Tilia”. Per ora è un progetto, marchiato dal simpatico logo di un ape e un megafono, ma potrebbe diventare scintilla di una nuova risorsa economica per un territorio in cui il...

BORGOFRANCO. “Ape Tilia”. Per ora è un progetto, marchiato dal simpatico logo di un ape e un megafono, ma potrebbe diventare scintilla di una nuova risorsa economica per un territorio in cui il discorso del pregiato tartufo bianco ha già trovato notevole spazio e sviluppo. Laura Tampellini Scaravelli, titolare di Corte Bancare (Azienda agricola, Agriturismo e Fattoria didattica) è promotrice di questo progetto che punta allo sviluppo sostenibile dell’Oltrepò Mantovano e che si avvale già della collaborazione dell’Associazione Apicoltori Mantovani, del Consorzio Agrituristico Mantovano e dell’adesione del Consorzio Comuni Oltrepò Mantovano, Gal, Strada del Tartufo e Comune di Borgofranco sul Po.

Produzione e utilizzo del miele vantano, fin dal tempo dei romani, una solida tradizione nei paesi rivieraschi del Po. Si pensi alla vicina Melara (da Mellaria) sull’altra sponda. Fino agli inizi del Novecento quando la zona annoverava più di 200 apicol tori. Le api, è risaputo, sono sentinelle dell’ambiente e Ape Tilia si inserisce anche nella campagna condotta da Green Peace che a fine febbraio terrà un convegno sull’ape e sul miele con la sua referente per l’Italia dottoressa Federica Ferrario. «Il progetto di Corte Bancare – riferisce Laura Tampellini – si dirama in diverse componenti. Finalità didattiche, filiera occupazionale, realizzazione di un Museo multimediale e di una grande arnia didattica, tutela e monitoraggio ambientale, convegni e pubblicazioni divulgative».

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