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Intimidazioni al Pm antimafia
Spostata l'auto del padre

Pierpaolo Bruni, della Dda di Catanzaro, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta pubblicata domenica sulle infiltrazioni della 'ndrangheta al Nord e nel Mantovano

CROTONE. Un atto intimidatorio è stato compiuto da persone finora rimaste ignote ai danni del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Pierpaolo Bruni, impegnato in una serie di delicate indagini sulla criminalità organizzata, con riferimenti alle infiltrazioni al Nord e ai rapporti con la politica.

La notte scorsa tre individui a volto scoperto hanno raggiunto a bordo di un'autovettura Seat Marbella di colore scuro lo stabile in cui abita il magistrato, nel centro di Crotone, quindi si sono introdotti nella vettura, una Fiat Panda vecchio tipo, di proprietà del padre di Bruni che abita nello stesso edificio, l'hanno messa in moto e parcheggiata nel bel mezzo di un'area interdetta alla sosta e al parcheggio di qualunque automezzo proprio per motivi di sicurezza e segnalata da cartelli di rimozione forzata.

Quindi gli ignoti si sono allontanati con la vettura con la Seat a bordo della quale erano arrivati e con una Fiat Panda di colore verde. L'intera scena è stata immortalata dalle videocamere di sorveglianza installate nella zona. Il sostituto procuratore ha allertato le forze dell'ordine che hanno avviato immediatamente le indagini. Di lì a poco, proprio grazie ai filmati della videosorveglianza, sono state individuate le due autovetture ed entrambe sono risultate rubate: la Seat, peraltro, è stata ritrovata bruciata in territorio del comune di Isola Capo Rizzuto. "E' opera di vigliacchi, non sono neanche uomini, ma quaqquaraquà. Questo dev'essere chiaro. Sono episodi che non vanno sottovalutati, ma io vado avanti" dice il magistrato.

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