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Expo 2015, la strigliata di Maroni
"Mantova si muove tardi e male"
VIDEO In Gazzetta Incontro con i sindaci

Il presidente della Regione, in città per incontrare i sindaci del terremoto ("lo Stato deve mantenere gli impegni, altrimenti ci sarà la ribellione"), ha visitato anche la redazione della Gazzetta di Mantova con gli assessori Fava e Bulbarelli

MANTOVA. Una bacchettata alle istituzioni mantovane che non hanno voluto mettersi insieme per una società di scopo in vista di Expo 2015. Da Roberto Maroni, governatore della Lombardia, ospite di un forum con i giornalisti della Gazzetta, non usa mezze misure: Mantova è in ritardo, dice,  e si sta muovendo male.

IL CASO EXPO.  «Come fare per attirare i turisti dell'Expo? Bisogna proporci - ha detto Maroni -. E lo strumento è quello di "un’associazione temporanea di scopo per mettere dentro tutti quelli che sono interessati a fare proposte che attirino turisti e tour operator nei prossimi sei anni". Quando però gli è stato detto che i mantovani, non costituiranno quella società, Maroni ha repicato: «Da Mantova, quindi, rischiano di arrivare 69 progetti, uno per Comune, più quelli della Provincia, di Confindustria, della curia, eccetera. È chiaro che io privilegerò quei territori che sanno mettersi insieme. Fare l’associazione di scopo è un incentivo, non un obbligo». Molto meglio, ha detto il governatore, quanto fatto da Brescia e Bergamo: "senza necessità di sollecitarle, spontaneamente sono nate le associazioni di scopo e funzionano nominando un interlocutore unico con la Regione. Stessa cosa sta avvenendo a Como, Varese e Pavia. Per me è più facile avere un unico soggetto a cui fare riferimento ed è meglio anche per i territori perché i progetti che arriveranno riguarderanno tutti. Io non butto via i soldi, ma se un progetto non rientra nello schema dei bandi, dovrà essere qualcun altro a finanziarlo. Mantova, dunque, mi sembra più indietro".

GIORNATA MANTOVANA. Il presidente della Regione Lombardia, arrivato in città per incontrare i sindaci dell’area del terremoto e fare il punto della situazione, ha fatto tappa nella sede di Piazzale Mozzarelli del nostro giornale accompagnato dagli assessori mantovani Gianni Fava e Paola Bulbarelli. Il governatore, dope essere stato ricevuto dal direttore della Gazzetta, Paolo Boldrini, è stato protagonista di un forum con i giornalisti.

IL FORUM. Aiuti per il terremoto, la battaglia della Lega per uscire dall’Euro, le riforme istituzionali, il «tagliando» alla sua giunta. Ma non solo. Nella sua visita in Gazzetta in occasione del  350° compleanno del quotidiano, il governatore Roberto Maroni ha affrontato anche altri temi, primo fra tutti quello di cronaca attuale, i 24 arresti tra Lombardia e Veneto con l’accusa di secessionismo. Su questo punto Maroni è prudente: «Ho sentito la notizia - dice -. Sono curioso di leggere l’ordinanza e non esprimo giudizi visti i precedenti. Singolare, però, che sia la procura di Brescia che opera sui secessionisti veneti, è il Lombardo-veneto, la macroregione» sottolinea ricordando quella europea delle Alpi che dal 1° luglio 2015 partirà ufficialmente: «Sarà la nuova Europa».
 
Ai cronisti della Gazzetta ha anche anticipato quello che di lì a poco avrebbe detto ai sindaci del cratere del terremoto che lo stavano aspettando in Provincia: «Presenterò le due nuove ordinanze per facilitare la ricostruzione di municipi e scuole. Poi cercheremo di fare qualcosa anche per le chiese, ma qui servono i finanziamenti statali che ancora non si vedono. Abbiamo in corso un negoziato con Renzi, ma non è che le cose vadano tanto bene».
 
  Punta il dito contro il Governo per il mancato arrivo dei soldi promessi ai mantovani per la ricostruzione post-sisma: «Il Governo deve mantenere la promessa; se non lo fa bisognerà mettere in atto degli atti concreti. Il territorio dovrà ribellarsi e la Regione sarà al suo fianco». Lancia una proposta: «Facciamo come al sud dove si mettono insieme forze politiche di maggioranza e di minoranza di un territorio per rivendicare ciò che gli spetta. Nel consiglio dei ministri i ministri lombardi Lupi e Martina dovrebbero farsi sentire e dire che senza i soldi ai mantovani loro non partecipano più ai lavori». Maroni ha parlato di riforme istituzionali: «Quella del Senato mi sembra abbastanza buona, anche sei io avrei preferito il modello Bundesrat tedesco, con solamente i rappresentanti delle Regioni e non anche i sindaci».
 
Non gli piace, invece, quello che sta andando avanti in tema di riforma del Titolo V della Costituzione: «Quello significa cancellare le regioni - afferma senza mezzi termini - ritornare al 1970 quando le regioni erano puri organi amministrativi». Quanto alle fibrillazioni nella sua giunta, con l’Ncd che lo accusa di non aver mantenuto i patti per procedere al rimpasto nell’esecutivo, Maroni respinge tutte le accuse: «Io ho rispettato tutti i patti - rivendica - e il tagliando l’ho fatto chiamando ad esprimere un giudizio sugli assessori a 15 tavoli con le associazioni di categoria, che su ognuno è stato positivo».

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