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Mantova, tutto in 7 giorni

Bosi: «Incontro positivo, vogliono la maggioranza». Oggi tocca a Di Matteo, poi lunedì sarà la volta dell’ultimo gruppo interessato. Fra mercoledì e giovedì nuovo vertice societario con Lodi, Bompieri e Tirelli per decidere

Gli incontri con i tre gruppi di imprenditori interessati a entrare nel Mantova sono iniziati ieri e finiranno lunedì. Poi, tra mercoledì e giovedì, Lodi, Bompieri e Tirelli si vedranno di nuovo e decideranno il da farsi.

A raccontare nel dettaglio l’evolversi della situazione è il consigliere delegato Federico Bosi, che in questi giorni riveste il ruolo di “voce” ufficiale della società. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo incontrato il primo dei tre gruppi con i quali stiamo trattando la cessione di quote. È stato un vertice positivo, nel corso del quale i nostri interlocutori hanno acquisito tutta la documentazione societaria. E si sono presi sette giorni per fornire la loro risposta». Una risposta che potrebbe stravolgere gli equilibri in Viale Te, dato che Bosi conferma quanto già dichiarato 24 ore prima: «Questo gruppo è interessato a rilevare la maggioranza del Mantova».

Di questi aspiranti proprietari - che voci non confermate vorrebbero veneti - Bosi non fornisce ulteriori particolari: «Ci hanno chiesto riservatezza e dunque rispettiamo la loro volontà. Possiamo dire esclusivamente che si tratta di un gruppo del Nord Italia. Se me lo chiedete, escludo che si tratti di mantovani o di un club di categoria superiore che voglia fare del Mantova una società satellite. Si tratta di imprenditori che hanno già fatto calcio, per cui sappiamo chi sono e come operano».

Il fatto che non vogliano presentarsi alla città, fa ricadere ovviamente la responsabilità sull’attuale proprietà, che si rende garante dei possibili acquirenti: «Sì, ne siamo consci - risponde Bosi -, ma stiamo trattando con persone molto serie, che non sono in cerca di pubblicità e che si presenteranno soltanto se e quando avranno deciso di portare a termine l’operazione. Aggiungo che noi apprezziamo questo comportamento e loro hanno apprezzato il fatto che abbiamo sospeso qualsiasi scelta tecnica prima di concludere la trattativa». Il Mantova dunque aspetterà sette giorni prima di decidere, in modo da avere la risposta di questo gruppo.

Oggi, però, sarà la volta dell’incontro con l’imprenditore casertano (ma bolognese d’adozione) Nicola Di Matteo. «Vedremo Di Matteo alle 18 - informa Bosi - e anche con lui entreremo nei dettagli della trattativa». Al momento quella di Di Matteo è la proposta più concreta, con un impegno a rilevare una quota fra il 15 e il 30%, garantendo una permanenza triennale nell’Acm. «Secondo me non è un problema di quote o di soldi - dice lo stesso Di Matteo -, l’importante è confrontarsi, andare d’accordo e fare una politica incentrata sui giovani, per far crescere la società senza fare follie economiche. Lavorando in questo modo secondo me a Mantova si possono fare ottime cose». E magari oggi convincerà anche Lodi che è il caso di chiudere subito questa operazione, senza attendere oltre.

Al momento, però, i programmi dei soci sono diversi. E ancora una volta è il consigliere delegato Federico Bosi a scandire il calendario biancorosso: «Dopo l’incontro con Di Matteo - spiega il dirigente -, ci sarà lunedì un vertice con il terzo gruppo interessato al Mantova. E anche questi imprenditori sono intenzionati a rilevare la maggioranza della società».

Alla fine di questi colloqui, comunque, uno soltanto di questi gruppi entrerà nell’Acm: «Sì - conferma Bosi -, anche se Di Matteo in realtà ci ha detto di non avere problemi ad accettare altri compagni di strada, noi non vogliamo ingarbugliare troppo le cose. Una soltanto delle trattative in corso andrà in porto».

Bosi esclude poi che Lodi, Bompieri e Tirelli possano uscire completamente di scena: «Non si discute di cessione totale, ma soltanto della maggioranza delle quote».

Il dirigente, infine, tiene a sottolineare un altro aspetto: «Vorrei fosse chiaro che, una volta centrato il primo obiettivo del nostro progetto, con la promozione in C unica, siamo pronti anche ad andare avanti da soli. Non siamo stati noi a cercare nuovi soci, ma siamo stati contattati da imprenditori interessati. Stiamo quindi valutando tutte le opzioni per fare ciò che è meglio per il Mantova».

Su questo aspetto c’è da dire che nelle ultime settimane più volte i soci mantovani hanno espresso concetti diametralmente opposti, ma sarà il tempo a fare chiarezza in merito.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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