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Da tipografo a direttore. Una storia durata 40 anni

La carriera di Rino Bulbarelli cominciò nel 1951 come apprendista: gradualmente grazie alle capacità professionali e manageriali arrivò a dirigere la Gazzetta e a presiedere la società editoriale

Rino Bulbarelli, una vita in via Fratelli Bandiera 32, palazzo degli Ippoliti, dal 1948 casa madre della Gazzetta di Mantova. Dove entrava per la prima volta nel 1951, ventenne, partendo dall'apprendistato per passare poi alle linotype. Lavorava di notte e nel 1953 otteneva la qualifica di linotipista e quel minimo di sicurezza da poter sposare nel 1955 a Buscoldo la sua Giovanna, che a sua volta lavorava come correttrice di bozze. Rino puntava però al passaggio in redazione e si preparava frequentando il corso di giornalismo per corrispondenza dell'università di Urbino. Nel 1958, per un vuoto d'organico, entrò in redazione, facendo un po' di tutto, sotto l'occhio vigile del direttore Giuseppe Amadei e a fianco di colleghi più o meno coetanei. Il 1° luglio 1959, superato il praticantato, diventava giornalista professionista. L'ingresso come socio nella Citem, cooperativa proprietaria del giornale, dal gennaio 1957 offriva a Bulbarelli l'opportunità di rivelare il suo estro manageriale, prima nel consiglio d'amministrazione e poi eletto presidente nell'ottobre 1967, rimanendo in carica fino al 5 maggio 1980. Durante quei 13 anni, la Gazzetta avviò un adeguamento tecnologico. Nel novembre 1968 toccò a lui celebrare il tricentenario della Gazzetta, con manifestazioni di risonanza nazionale. Il giornale, in crescita costante, lanciava durante gli anni '70 iniziative promozionali che erano idee di Bulbarelli, capace di cogliere gli umori popolari: elezioni della commessa o del parrucchiere preferito, letterine a Santa Lucia o i Premi stampa, riservati a personaggi del giornalismo e dello spettacolo. Bulbarelli diventava vicedirettore nel 1968, a fianco di Gian Carlo Eramo, successore di Giuseppe Amadei. Novità il 14 ottobre 1978: iniziava le emissioni Telegazzetta per accordo della Citem con il patron della Lubiam, Edgardo Bianchi e Rino direttore. Intanto la crisi tecnologica si aggravava e Bulbarelli, dal maggio 1979 condirettore sempre con Eramo, trovò una sponda in Mario Formenton, amministratore delegato della Arnoldo Mondadori. Ecco nascere l'Editoriale Le Gazzette, società tra Mondadori maggioritaria e Citem, con partecipazione dello stesso Bulbarelli. Le Gazzette al plurale: perché domenica 1° marzo 1981 i mantovani trovavano nelle edicole una Gazzetta di Mantova del tutto nuova, nel formato tabloid, nella fotocomposizione a freddo, con miglioramento qualitativo della stampa. Dagli impianti di via Fratelli Bandiera il 3 marzo usciva anche la Gazzetta di Reggio, seguita il 24 marzo dalla Nuova Gazzetta di Modena, stampate nel nuovo impianto alla Virgiliana. L'Editoriale decideva, a sorpresa, il cambiamento anche al vertice della Gazzetta di Mantova: Gian Carlo Eramo lasciava il giornale, nel quale era entrato alla fine del 1949, per passare il testimone a Bulbarelli. Durante il decennio successivo, altra impresa editoriale: la Nuova Ferrara, in edicola dal 5 aprile 1989, con Rino nominato presidente dell'Editoriale le Gazzette. Un anno prima, nel 1988, nuovo passaggio della proprietà totale alla Finegil (Finanziaria editoriale giornali locali), società del Gruppo Repubblica Espresso. Il 31 maggio 1992, però, toccava a Bulbarelli concludere la sua vicenda in Gazzetta: un percorso di quasi 40 anni, da tipografo a redattore, vicedirettore, condirettore e direttore, oltre che presidente per 13 anni della Citem. Con Giuseppe Amadei, un protagonista nella vita del giornale. Lasciava via Fratelli Bandiera, non però il giornalismo, impegnato in altro progetto: la Voce di Mantova. (r.d.a.)

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