Quotidiani locali

GAZZETTA DI MANTOVA

Tre secoli e mezzo di storia da leggere

In principio fu solo un foglio di avvisi dei Gonzaga. Lo stop durante il fascismo e la rinascita nel 1946

In principio furono i sommari, poi i fogli d’avvisi, con i quali, fin dal Cinquecento, i menanti, cronisti retribuiti, informavano i Gonzaga, signori di Mantova, di quanto accadeva nel resto d’Italia e d’Europa. Ma un giorno di giugno dell’anno 1664, gli editori - tipografi Guglielmo, Pietro e Federico Osanna ottenevano dal duca Carlo II Gonzaga il privilegio di stampare, a loro spese, i fogli di avvisi, nell’uso comune chiamati gazzette, che uscivano senza titolo, con numero d’ordine, data e indicazione della città.

Si può aprire così una storia che sta andando avanti da 350 anni: ai fogli d’avvisi s’aggiungevano i supplimenti, fogli staccati e il 12 agosto 1705 il Supplimento della Gazzetta di Mantova, dava la prima apparizione alla testata. Al giornale normale, già due anni prima, s’era aggiunta un’edizione in francese, ad uso dei signori uffiziali francesi di stanza nel Mantovano per la guerra di successione di Spagna.

Il giornale, per il suo carattere equilibrato, resisteva alla fine dei Gonzaga nel 1707, dopo quasi quattro secoli e all’avvento degli imperiali asburgici, sia pure con qualche censura. Nel 1711 svolta editoriale: dal Gian Battista Grana alla stamperia di San Benedetto per Alberto Pazzoni, impressor arciducale. La tipografia era dei benedettini del convento di Ognissanti, cambiava la veste grafica con la pagina divisa su due colonne e l’aquila bicipite asburgica a capolettera.

L’azienda Pazzoni, per successione ereditaria con il genero Giuseppe Ferrari e poi suo figlio Salvatore, avrebbe pubblicata e firmata la Gazzetta per un secolo, nella bufera dei rivolgimenti politici, con il va-e-vieni dei francesi e degli austriaci che imponeva periodi di sospensione o di pubblicazione irregolare. Soltanto nell’aprile del 1805 il giornale tornava a uscire, con la novità dell’articolo editoriale.

Dal febbraio 1741 all’agosto 1747 aveva assunto la testata Ragguagli universali d’Europa e di altri luoghi, sempre con data Mantova. Con il numero del 3 gennaio 1807, cadenza bisettimanale e prima testata Gazzetta di Mantova, diventata però nel 1812 Gazzetta del Mincio e poi Giornale del Dipartimento del Mincio, fino al 7 febbraio 1816, quando tornava Gazzetta di Mantova.

Ci sarà un dopo - Pazzoni dal 1811, con l’avvicendarsi di altri editori - stampatori fino a Luigi Segna dal 1863: assicuravano la continuità del giornale, testimone dei grandi eventi del secolo, molto migliorato nell’informazione, più attenta alla cultura e agli avvenimenti locali, sia pure dovendo rispettare il severo controllo asburgico. Diventerà ancora bisettimanale, trisettimanale ma dal 1° gennaio 1866, quotidiano.

Dal 1866, fine del dominio austriaco, al 1920, anni di vita agitata e turbolenta della Gazzetta, nell’avvicendarsi di tredici direttori e del confronto-scontro con il cattolico Cittadino e il radical-socialista La Provincia di Mantova.Nuova eclisse nel 1920, quando si doveva arrendere al montante fascismo ed al nuovo quotidiano la Voce di Mantova.

Con la fine della seconda guerra mondiale e dopo la parentesi del ciellenistico Mantova libera, la Gazzetta di Mantova tornava in edicola dal 1° luglio 1946 nel nuovo corso della Citem, Cooperativa industriale tipografica editrice mantovana, formata da poligrafici e giornalisti.

Vita difficile, per l’equilibrio dei bilanci e per il precario rapporto con le vetuste macchine, conquistate faticosamente in una doppia asta, situazioni che non pregiudicavano l’uscita regolare del giornale, in crescita nel favore e nel numero dei lettori.

Il 3 gennaio 1957 un numero speciale celebrava i 150 anni della testata e il 10 novembre 1968 il tricentenario del giornale, non coincidente con il 1664, perché la prova della data d’origine era stata scoperta soltanto nel novembre 1967. Ma gli antichi sistemi di lavorazione a piombo avevano fatto il loro tempo e la Gazzetta doveva vivere una rivoluzione tecnologica, resa possibile dal nuovo assetto proprietario, con l’ingresso della Mondadori (socia di maggioranza, con Citem e Rino Bulbarelli) e la nascita della Elga (Editoriale Le Gazzette).

Impresa memorabile nella notte del 28 febbraio 1981: la mattina del 1° marzo i mantovani trovavano un giornale in tutto nuovo, dal formato tabloid alla grafica, all’informazione più stringata, alla leggibilità delle riproduzioni fotografiche. Al fianco dei poligrafici, i giornalisti avevano dovuto imparare tutto, nel passaggio dalla macchina da scrivere meccanica al desk.

Altra variazione editoriale tra il 1988 e il 1993, con il passaggio delle azioni della Elga alla Finegil (Finanziaria editoriale giornali locali) del gruppo Repubblica Espresso: il giornale allargava le disponibilità di fonti informative oltre che di firme, attraverso le sinergie.

E la Gazzetta poteva circolare anche on-line, nel procedere della sua storia fino al 350° anniversario del 2014.

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