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Sette Comuni, un’isola L’unione diventa reale con il primo consiglio

Villa Poma. Prima seduta per i sindaci della Bassa Sì alla modifica dello statuto: si passa da 17 a 21 consiglieri

VILLA POMA. Una seduta breve ma carica di significato quella che si è svolta ieri nella sala consiliare di Villa Poma dove, per la prima volta, si è riunito il Consiglio dell'Unione dei Comuni “Isola Mantovana”.

A presiedere la seduta era il sindaco Sergio Faioni di Revere, il comune più popoloso dei sette aderenti all'organismo, che approda all’insediamento, votato all'unanimità, dopo una fase preliminare durata quasi due anni. Un momento che segna una svolta, dunque, e va nella direzione delle fusioni tra comuni per l’ottimizzazione dei servizi.

Seduti fianco a fianco i sette sindaci Sergio Faioni, Alberto Borsari di Villa Poma, Katia Stolfinati di Schivenoglia, Daniela Besutti di Pieve di Coriano, Giuseppe Brandani di San Giacomo delle Segnate, Anna Maria Caleffi di Quingentole e Angela Zibordi di San Giovanni del Dosso.

Di seguito i vicesindaci e sul lato opposto i rappresentanti dei rispettivi gruppi di minoranza. L'unica breve discussione ha riguardato il secondo punto, cioè la modifica dello statuto, in adeguamento al decreto Delrio, come illustrato dal sindaco Faioni. La modifica porterà ad un ampliamento del consiglio da 17 a 21 componenti, in modo che ciascun comune sia rappresentato da due componenti di maggioranza e uno di minoranza.

Una volta trascorsi i trenta giorni di pubblicazione all’albo pretorio in ciascun Comune, i consigli comunali di San Giovanni, Schivenoglia, Quingentole e Pieve di Coriano procederanno alla integrazione.

Quando il consiglio sarà completo, si procederà alla elezione dei presidente dell’Unione, punto che pertanto è stato rinviato.

Al riguardo, Alberto Manicardi (ex sindaco, ora rappresentante della minoranza di Quingentole) ha chiesto che si individui un nome che possa ottenere il voto unanime, mentre Paolo Bocchi (ex primo cittdino ed ora sui banchi della minoranza di San Giacomo) ha proposto che tale individuazione sia anche legata ad una proposta programmatica. Proprio Manicardi e Bocchi, in veste di sindaci, fino alla fine del loro mandato, nel maggio scorso, sono stati tra i promotori e sostenitori del progetto di unione dei comuni.

Ma tornando alla riunione di ieri, in chiusura il sindaco e presidente del consiglio Sergio Faioni ha fornito alcuni chiarimenti in merito alle incongruenze tra due articoli dello statuto che erano state segnalate dall’ex capogruppo di minoranza di Schivenoglia Ghidini, spiegando che queste saranno superate mediante il regolamento del consiglio (da approvare) e dallo statuto modificato.

Roberta Bassoli

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