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Ecco la culla per gli artigiani digitali

Viaggio nel Fab Lab dove prendono froma i prototipi e le idee ad alta tecnologia

MANTOVA. Nelle campagne di San Martino dall'Argine sta prendendo piede qualcosa di nuovo. A fianco della chiesa Castello, edificio gonzaghesco tardo rinascimentale, sorge l'ex macello comunale, anticamente oratorio della parrocchia: in questa struttura ha trovato sede il FabLab di San Martino, nato come progetto collaterale di Imprimatvr - Biennale d'Arte Contemporanea, associazione riconosciuta nata nel 2010 e attiva nell'organizzazione di eventi artistici realizzati in spazi museali pubblici. Innanzitutto, cos'è un FabLab?

«L'acronimo sta per Fabrication Laboratory - spiega Donato Novellini, fondatore e coordinatore del progetto nonché di Imprimatvr - e sottintende un laboratorio, un'officina, dotata di attrezzature tecnologiche e digitali, dove è possibile progettare, creare, produrre, prototipare. In sostanza, diamo forma concreta alle nostre idee. Un FabLab è frequentato e sostenuto da un collettivo di persone con competenze diverse e complementari che intendono realizzare produzioni secondo una nuova concezione, quella del D.I.Y, "Do It Yourself", ovvero "fattelo da solo". In concreto, produciamo prototipi, piccole invenzioni legate all'universo delle nuove tecnologie. Anche persone esterne, sperimentatori, possono venire da noi e realizzare, tramite i nostri strumenti, i progetti di cui sono artefici e sviluppare le proprie idee».

Il circuito dei FabLab è nato negli Stati Uniti circa dieci anni fa e nel tempo ha raggiunto una rapida diffusione: rispetta una sorta di decalogo e di pensiero comune secondo cui operare e ha sedi distribuite in tutto il mondo e in numerose città d'Italia, in totale circa 130. «Il nostro è un progetto pilota - continua Novellini - infatti siamo i primi a importare a Mantova questa modalità di creazione e produzione. Potremmo definirci un incubatore di idee». La vicina chiesa Castello, in restauro, funge così da spazio museale per l'officina digitale, creando di fatto un polo culturale strategico, autonomo e autosufficiente per quanto riguarda la realtà operante e quella espositiva. Nel concreto, come si integra la realtà di FabLab nel contesto del territorio? «Per fare un esempio, il nostro laboratorio può fungere da incubatore per l'ideazione e la produzione di attrezzi agricoli low cost, nati sulla base di specifiche esigenze. Inoltre, possiamo dedicarci all'autoproduzione di attrezzature, sempre a costi contenuti, nell'ambito della open-source ecology, così come possiamo diventare punto di riferimento per progetti in materia di riciclo e riutilizzo».

A livello di attrezzature, attualmente FabLab di San Martino è dotato di due stampanti 3d, una macchina di taglio laser, una macchina di taglio vinile e altri strumenti utili alla creazione di prototipi. Una realtà multisfaccettata e culturalmente attiva, quella promossa da Novellini e dai ragazzi di Imprimatvr che, dal 25 maggio all'inizio di luglio, hanno anche dato vita alla terza edizione della Biennale Imprimatvr ospitata nella chiesa Castello. «Quest'anno abbiamo adottato un nuovo format - spiega ancora Novellini - esponendo solo sei artisti, sei come il numero delle cappelle della chiesa affidateci per l'esposizione. Ognuno di loro ha avuto la possibilità di visitare le nicchie e di studiare un progetto o installazione artistica che si inserisse nel contesto architettonico: il risultato è stato rivedere le cappelle adornate con opere contemporanee di diverso tipo, in un'ottica definita site specific». Dall'arte figurativa e fotografica quindi, a vere e proprie installazioni con luci e tessuti. Un premio è stato assegnato all'artista bresciana Ester Bonetti, che ha esposto un quadro di grandi dimensioni ritraente un dettaglio macro di una scultura presente nella sua nicchia, e un altro premio è andato a Benny Mangone, di Suzzara, che ha invece realizzato un'installazione visiva tra velluti blu e scorci di luce. Il prossimo progetto in cantiere per l'associazione Imprimatvr è un'esposizione interamente dedicata ad artisti affiliati al circuito dei FabLab italiani.

Così lo descrive il promotore Novellini: «In seguito alla terza edizione della Biennale Imprimatvr di maggio, abbiamo pensato di dare coerente continuità alla felice intuizione replicando il concept, ma in questo caso declinandolo a favore di un approccio makers, ovvero affidando gli spazi dell'edificio storico ai sei FabLab invitati per lavorare a progetto sul luogo: On/Off Parma, Fab Lab Verona, Fab Lab Bergamo, Spazio Geco Pavia, Ghigos Ideas Monza». L'esposizione, che sarà inaugurata il 4 settembre, in concomitanza con Festivaletteratura e col ciclo d'incontri "Cantieri Aperti" del Circuito Culturale Regge dei Gonzaga, è patrocinata da Regione, Provincia, Comune di San Martino dall'Argine, Camera di commercio, Giovani industriali, Laba e liceo artistico Giulio Romano. «L'idea, già sperimentata con successo grazie ai giovani artisti partecipanti alla Biennale, si fonda sulla convinzione che lo spazio non sia un elemento statico- precisa Novellini - ovvero gli edifici, sia quelli di prestigio storico che quelli in attesa di riqualificazione, non sono semplicemente strutture passive, ma possono al contrario offrire inedite opportunità di rinnovamento e partecipazione. L'intento specifico dell'evento infatti è quello di coniugare le capacità creative ed operative dei "nuovi artigiani digitali" con il patrimonio storico architettonico, creando di fatto il primo evento organizzato in cui più FabLab possano manifestare compiutamente le proprie potenzialità innovative anche in ambito culturale». (n.v.)

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