Quotidiani locali

Miró va a palazzo Te. Mostra di quattro mesi

Via libera con trasloco: scelte le Fruttiere, inaugurazione il 25 novembre. I conti: per il Comune una spesa di 250mila euro e l’incasso della biglietteria

La mostra dedicata a Joan Miró si farà. Non, però, a Palazzo della Ragione, sede inizialmente individuata per lanciare in modo adeguato il contenitore dopo i restauri successivi al terremoto del 2012: le opere del maestro catalano si potranno ammirare nelle Fruttiere di Palazzo Te, dal prossimo 25 novembre al 6 aprile del 2015, giorno di Pasquetta.

L’annuncio è arrivato dal sindaco di Mantova, Nicola Sodano, mercoledì mattina, in una conferenza stampa convocata al termine della riunione di giunta che ha approvato la delibera. È il Comune, infatti, l’ente organizzatore, con la collaborazione della Fundació Pilar i Joan Miró di Palma di Maiorca e del Centro internazionale di arte e cultura di Palazzo Te, il cui neo presidente, Graziano Mangoni, era seduto accanto al primo cittadino, affiancato anche dal segretario generale Annibale Vareschi e dal presidente del consiglio comunale Giuliano Longfils.

Il passaggio dalla Ragione al Te è legato essenzialmente a motivi pratici: la mostra è organizzata da “24 ore cultura”, società legata al gruppo del quotidiano economico milanese, che attendeva una risposta in tempi rapidi. Il palazzo di piazza Erbe, tuttavia, ha ancora necessità di alcuni interventi per perfezionarne la sistemazione. Da qui la scelta di una sede alternativa sperimentata e certamente idonea come quella delle Fruttiere, che nei mesi di settembre e ottobre ospiteranno la mostra dedicata ai 350 anni della Gazzetta di Mantova. Per di più, come ha sottolineato Mangoni, «le Fruttiere, delle quali abbiamo chiesto l’uso esclusivo come Centro Te, avevano bisogno di una rassegna artisticamente e scientificamente valida per rilanciarsi dopo avere ospitato di tutto un po’. E questo ci dà anche il tempo per preparare un programma adeguato in vista del 2015».

Il sindaco non ha nascosto la propria soddisfazione: il suo auspicio è che Miró possa diventare l’evento che più ha riscosso successo di pubblico nei 5 anni della sua gestione del Comune. Per il momento il massimo è stato toccato con 80mila presenze dalla rassegna dedicata alla Pixar della primavera 2012, interrotta bruscamente dal terremoto di fine maggio. Se la mostra avrà successo, sarà un bene anche per le casse di via Roma: il costo per avere Miró a Mantova, come dichiarato da Vareschi, è di 250mila euro. La promozione a livello nazionale è affidata allo stesso Sole 24 Ore, mentre la biglietteria verrà gestita da Verona 83. Gli introiti dei biglietti andranno al Comune. Vareschi ritiene possibile che già nei primi due mesi la cifra possa essere ammortizzata. L’obbiettivo minimo, in ogni caso, sarebbe il pareggio di bilancio, che potrebbe essere ottenuto anche grazie ad eventuali sponsor. «Sarà comunque un investimento sulla città - ha ricordato Sodano - e lancio un appello agli operatori alberghieri e commerciali affinché facciano squadra con noi per sfruttare fino in fondo questa occasione. Presto ci muoveremo per contattarli. E speriamo che la mostra faccia da traino anche agli altri musei mantovani. Avere una mostra di grande richiamo per un lungo periodo non potrà che aiutare».

La biglietteria della mostra sarà separata da quella di Palazzo Te, anche se ci saranno sconti in caso di acquisto di entrambi i tagliandi. Il biglietto della mostra comprenderà anche l’audioguida.

La mostra non ha ancora un nome, ma potrebbe chiamarsi “I giganti di Miró”, con riferimento alla presenza di alcune opere di considerevoli dimensioni. Fattore, quest’ultimo, che ha ulteriormente consigliato la scelta delle Fruttiere, attrezzate allo scopo, mentre a Palazzo della Ragione si rischiava di non riuscire a farle entrare. Saranno esposti 130 pezzi, tra i quali olii e arazzi ma anche terrecotte, bronzi e disegni: la datazione va dal 1966 al 1989, quasi trent'anni di produzione artistica di uno dei pittori che più ha influenzato le avanguardie europee.Lo spazio espositivo sarà suddiviso in quattro aree tematiche: il gesto e la grafica, la forza espressiva del nero, il trattamento del fondo come punto di partenza creativo, la sperimentazione materica.

Il nome dell’artista è sicuramente di grande richiamo. Il numero di pezzi che arriverà a Mantova è molto superiore agli 80 pezzi arrivati due anni fa in occasione di una rassegna simile svoltasi a Roma, al Chiostro del Bramante, e sempre organizzata dalla Fundació Miró e da 24 Ore Cultura. C’è un rischio doppione? Longfils non è di questo parere: «Le opere d’arte vivono da sole, nel contesto nel quale vengono di volta in volta collocate - ha commentato -: non ha senso dire che si ripete una mostra già fatta». In ogni caso, il Comune ha ottenuto che non venga aperta nello stesso periodo una seconda mostra dedicata all’artista catalano a Torino.

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista