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Bagnolo è americana La vendita dell’outlet piace ai sindacati

La Città della moda è il quinto centro passato a Blackstone Sono del fondo anche la sede del Corriere e il 20% di Versace

Un acquirente più solido sarebbe stato difficile da trovare per l’Outlet di Bagnolo San Vito, ceduto nei giorni scorsi insieme al gemello di Barletta per la cifra di 124 milioni di euro. A comprarlo è stato il fondo Blackstone, noto in Italia anche per l’acquisizione della storica sede milanese del Corriere della Sera, in via Solferino, e per la partecipazione nel gruppo Versace. La proprietà passa ad uno dei primi fondi di investimento mondiali, che gestisce 280 miliardi di dollari e ne fattura oltre tremila all’anno. È un fondo private equity che guarda con particolare attenzione al settore immobiliare e alle ristrutturazioni aziendali (di cui forse avrà bisogno anche Fashion District, che resta gestore dell’outlet ma che ha i conti in rosso). Così si spiegano gli interventi in serie nel settore dei centri commerciali italiani. Sì, perché prima di Bagnolo era toccato a diversi altri outlet del nostro Paese finire nelle mani del fondo newyorkese. Così nei mesi scorsi Blackstone aveva acquistato il Valecenter di Marcon, nel Veneziano, l’Airone di Monselice, il Valdichiana nell’Aretino e il Franciacorta di Rodengo Saiano, in provincia di Brescia.

Le strategie per Bagnolo? Come riportarlo all’efficienza economica e frenare le difficoltà di molti dei negozi che lo popolano? Presto per avere risposte, anche perché il closing definitivo dell’operazione sarà tra ottobre e dicembre. Di certo i destini dei singoli negozi percorrono una strada a sé, dal momento che Fashion District - che continuerà a gestire la struttura - ha non più di una decina di lavoratori. Gli altri 290 impiegati a Bagnolo dipendono dai negozi, di fatto inquilini del grande condominio.

I sindacati guardano con fiducia all’operazione. «La vecchia gestione era poco disposta al confronto: in otto anni, credo che si siano tenuti solamente un paio di incontri – dice Daniele Grieco della Cisl – Speriamo che con la nuova proprietà si riesca a intavolare un dialogo migliore. Non ci aspettavamo una simile operazione, ma di certo i segnali che arrivavano dall’outlet non erano dei migliori: negli ultimi anni si sono verificate molte chiusure e se un tempo c’era la corsa ad entrare, ora il flusso sembra invertito: con affitti di migliaia di euro al mese e una percentuale sugli incassi settimanali, molti operatori fanno un po’ di conti e si defilano». Anche Roberta Franzini, della Cgil, spera in un miglioramento: «È stata una sorpresa, abbiamo saputo dell’operazione dalla Gazzetta – esordisce la segretaria di categoria del commercio – a cui guardiamo con favore, immaginiamo che chi arriva abbia piani e idee. Speriamo che le relazioni sindacali possano diventare più serene, visto che abbiamo avuto molti problemi con il Fashion District. Sul piano occupazionale non credo cambierà molto, lì dipende dai singoli negozi».

Il sindaco di Bagnolo, Manuela Badalotti, preferisce vederci chiaro e dunque fa sapere che chiederà un incontro ai nuovi proprietari. Che diventeranno tali verso la fine dell’anno, al momento della chiusura dell’operazione. (gds)

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