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I NOSTRI 350 ANNI

Chiusa la mostra al Te, boom di visitatori: 8.325

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MANTOVA. “La storia siamo noi”: così abbiamo titolato l’inserto dello scorso giugno che ha celebrato i 350 anni della Gazzetta di Mantova, inserto aperto da un editoriale di Carlo De Benedetti. “La storia siamo noi” è ancora più vero oggi, il giorno dopo la chiusura della mostra, allestita alle Fruttiere di palazzo Te, che ha fatto segnare 8.325 ingressi.
Lettori affezionati e lettori di domani: la mostra ha idealmente riunito una comunità che da sempre si identifica nel giornale, oggi anche nella sua versione online sempre aggiornata in tempo reale. Ecco allora che è con grande orgoglio che possiamo annunciare che l’affermazione “La storia siamo noi” avrà un ulteriore risvolto concreto: il palazzo della Gazzetta di Mantova, in piazza Mozzarelli 7 (dietro allo stadio Martelli) si appresta infatti a diventare un museo aperto a tutti, gratuitamente (meglio telefonare per le comitive più numerose o le scolaresche), dalle 9.30 fino a sera.
L’apertura è prevista entro Natale e praticamente tutto il materiale catalogato e messo in mostra a palazzo Te sarà sempre visitabile nella sede del giornale.
Sono in stato avanzato i lavori per la costruzione di una sorta di “museo di vetro”, dove chiunque può entrare , guardare, studiare.
All’ingresso, al piano terra, i visitatori saranno salutati dalla linotype costruita a New York nel 1937: una delle colonne portanti della Gazzetta di piombo, un simbolo del giornalismo del passato.
L’entusiasmo suscitato dalla linotype fra i bambini delle elementari e i ragazzi delle medie e delle superiori conferma che si tratta di un’attrazione storica straordinaria, di un libro di storia.
E’ la testimonianza dell’ingegno old style, della battaglia vinta dall’uomo sul ferro, sul piombo, sui tubi, sul tempo per pubblicare e poi stampare, sugli spazi spesso angusti di una tipografia.
Un “mostro di ferro” (così l’ha definita un’alunna dell’elementare Martiri di Belfiore) che ha concretamente mandato in edicola tante Gazzette di Mantova: una macchina che ha consentito che giorno dopo giorno venisse costruita la Storia, a colpi di grandi eventi e di cronaca minuta.
Al primo piano del nostro edificio (raggiungibile anche in ascensore), poi, è in costruzione un percorso museale che riproduce, in tutto e per tutto, quello delle Fruttiere: dalle pagine della Gazzetta, della Voce di Mantova, di Mantova Libera e poi, di nuovo, della Gazzetta di Mantova, si leggono i cambiamenti della società. Si legge dei Gonzaga, delle leggi razziali, del 25 aprile 1945, della strage di Ustica, del Mantova in serie A, del primo Festivaletteratura e molto altro ancora. Si leggerà delle nostre vite.
Ci sarà spazio anche per il filmato, in parte girato di recente, in parte costruito su materiali d’epoca, che lascia ai protagonisti della vita della Gazzetta l’onore della parola e del racconto.
Saranno proiettate le splendide fotografie dell’archivio Sbarberi, ci sarà una copia perfetta della più antica Gazzetta di Mantova disponibile (l’originale, un’edizione del 1665) torna all’Archivio di Modena).
Ma non è tutto. In corrispondenza del terzo e del quarto piano dell’edificio, che ospita le redazioni di cronaca, provincia, sport e spettacoli, saranno esposte alcune delle pagine più significative della storia mantovana.
La storia della Gazzetta si apre alla città, e ai turisti. E non solo in senso figurato.
Il museo del primo piano, che comprende anche la sala conferenze, sarà inoltre disponibile per l’organizzazione di convention o eventi che prevedano anche il servizio di catering. “La storia siamo noi”: le porte sono aperte.

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