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LA RELAZIONE DEL PG

"La 'ndrangheta si è radicata a Viadana"

La relazione del procuratore generale Pier Luigi Maria Dell'Osso all'inaugurazione dell'anno giudiziario a Brescia: "Accertata la presenza tutt'altro che occasionale di  personaggi di spicco della criminalità ndranghetista in costante collegamento e osmosi operativa con il clan dominante nell’area di Isola Capo Rizzuto". Confermata l'infiltrazione criminale nell'amministrazione comunale

La ‘ndrangheta si è radicata nel Viadanese. Lo scrive, nero su bianco, il procuratore generale della corte d'Appello di Brescia Pier Luigi Maria dell'Osso nella relazione presentata ieri all'inaugurazione dell'anno giudiziario. 

 «In tema di criminalità organizzata di matrice ‘ndranghetista, la procura di Mantova ha registrato una molteplicità di atti intimidatori, realizzati mediante l’incendio doloso di autobotti per calcestruzzi, di attrezzatura per attività di movimento-terra e di veicoli utilizzati per l’edilizia. Le indagini, dapprima iscritte come singoli eventi nel registro delle notizie di reato della procura di Mantova, sono state poi sviluppate e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Brescia».

Il Pg Dell’Osso spiega che l’attività investigativa «ha accertato la presenza, tutt’altro che occasionale, nel comune di Viadana, di personaggi di spicco della criminalità ‘ndranghetista, in costante collegamento e osmosi operativa con il clan dominante nell’area di Isola Capo Rizzuto». In particolare, «dagli accertamenti è emersa la proliferazione di iniziative proiettate sulla macroarea emiliano-mantovana, mediante la perpetrazione di danneggiamenti, funzionali all’espansione di una sistematica attività estorsiva». Inoltre, «ulteriori indagini hanno confermato una forte infiltrazione criminale nell’amministrazione comunale di Viadana, fra i cui componenti sono emersi soggetti, dimoranti ed operanti nel comune da molti anni, direttamente riconducibili alle organizzazioni ‘ndranghetiste sopra richiamate».

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Le indagini della procura di Mantova, ora sul tavolo della Dia bresciana, sono partite dalla relazione della Dda, pubblicata l'anno scorso dalla Gazzetta di Mantova, in cui viene citato l'ex assessore comunale Carmine Tipaldi in una conversazione tra due boss della 'ndrangheta, a cui sono seguite le dimissioni dello stesso assessore, il commissariamento dei circoli del Pd viadanesi e la caduta della giunta di Giorgio Penazzi. Indagini che hanno portato a negare alla ditta di costruzioni di Tipaldi l'iscrizione alla white list delle imprese pulite per la ricostruzione post-sisma.

Ma non solo: sotto i fari della Procura sono finiti anche alcuni episodi mai chiariti: la sparatoria di via Aroldi, in cui venne ferito un personaggio legato alla criminalità e gli incendi appiccati nei capannoni di imprenditori di origini calabresi: roghi che la Dia inquadra in modalità di stampo tipicamente mafioso.

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